venerdì 18 novembre 2016

Accuse alla Pro Recco: “Pagava in nero con soldi dalla Svizzera

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La Pro Recco avrebbe pagato in nero i propri giocatori, con valigette che arrivavano direttamente dalla Svizzera. È questa l’accusa lanciata da due ex dipendenti della società del patron Gabriele Volpi e raccontata negli atti riguardanti due distinte cause di lavoro. La prima è quella di Maria Orioli, ex segretaria della Pro Recco, conclusa con una transazione tra la donna e il club ligure; la seconda, ancora in corso, è stata intentata da Giuseppe Spalenza, ex amministratore delegato del club. Il complesso delle accuse è stato ricostruito dagli articoli pubblicati oggi su Repubblica e Il Secolo XIX.


Gabriele Volpi
Secondo ciò che raccontano i quotidiani, la Orioli, impiegata nella società ligure dal 2005 al 2012, ha fornito un quadro dettagliato di quella che erano le sue mansioni e di quelle che sarebbero state le modalità operative del club. “Durante l’arco del rapporto di lavoro intercorso con la Pro Recco – scrive negli atti il legale della Orioli, Teo Tirelli – la ricorrente ha svolto mansioni “non ufficiali”, alla stessa direttamente affidate dal presidente Gabriele Volpi e, dal mese di giugno 2012, anche dall’amministratore delegato Angiolino Barreca (poi uscito di scena per i contrasti con Volpi, ndr)”. “Nello specifico – continua l’avvocato – la signora Maria Orioli doveva tenere la contabilità non ufficiale, con redazione dei bilanci consuntivi, dei budget non ufficiali e gestione del cash flow non ufficiale”. Ovvero, in nero.
Il legale della Orioli descrive anche il modo in cui i pagamenti non ufficiali sarebbero stati corrisposti ai giocatori. “Ogni fine mese, dopo aver ricevuto una telefonata dalla Svizzera da parte della signora Floriana Robbiani della società Albion Finance di Lugano, proprietaria della quota di Pro Recco, (la Orioli) incontrava persone sconosciute e sempre diverse che le consegnavano denaro contante da impiegare per fare fronte a spese e oneri mensili quali premi ai giocatori e retrocessioni sulle sponsorizzazioni”. Per quest’ultimo termine, retrocessione, si intende il ritorno alle aziende partner di parte dei soldi versati come sponsorizzazioni: un metodo utilizzato per giustificare una liquidità che ha in realtà altre origini da parte dei club, e per ottenere benefici fiscali non dovuti da parte degli sponsor. Ogni anno, a fine estate, la Orioli avrebbe ricevuto “indicazioni da Volpi o dall’a.d. di turno su sulle modalità dei pagamenti da effettuare in nero ad atleti, allenatore e collaboratori”. È chiaro come le accuse della Orioli siano gravi e come possano avere dei risvolti penali: la stessa ex segretaria è passibile di querela per calunnia da parte della Pro Recco e di Volpi.
Negli atti della causa di Spalenza – che in tribunale ha chiesto la riscossione di crediti non corrisposti dalla società ligure -, vengono elencati i nomi degli atleti che avrebbero ricevuto i pagamenti in nero: tra loro anche l’attuale presidente Maurizio Felugo, l’unico, al momento, a commentare l’intera vicenda per la Pro Recco, rispondendo a Repubblica e Secolo XIX. “Io sono presidente del sodalizio sportivo solo da febbraio – ha dichiarato l’ex campione – e non sono a conoscenza di quanto indicato. Nego in ogni caso qualsiasi mio coinvolgimento”.

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