mercoledì 24 gennaio 2018

Champions League – Fase a gironi – 7a giornata

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Gruppo A
OLYMPIACOS-JUG DUBROVNIK 8-6 (3-0, 1-2, 2-2, 2-2)
Olympiacos: Pavic, Mylonakis, Delakas, Gennidounias 2, Fountoulis 2 (1 rig.), Nikolaidis, Dervisis, Buslje, Mourikis 1, Gounas 1, Argyropoulos, P. Obradovic 2, Galanopoulos. All. Vlachos
Jug Dubrovnik: Bijac, Macan 1, L. Fatovic 1, Loncar, Jokovic 1, J. Garcia, Ivankovic, V. Rasovic, Renzuto 3, Pavlicevic, Benic, Lozina, Jarak. All. Kobescak
Arbitri: Severo (Ita) e Teixido (Esp)
Note: sup. num. Olympiacos 4/15, Jug 4/13. Rigori: Olympiacos 1/1
L’Olympiacos si dimostra inaffondabile in Champions League: la capolista del gruppo A supera anche lo Jug e conserva il +5 sulla Dinamo Mosca, seconda. Come a Brescia, al team croato non è bastato un grande Renzuto, autore di una tripletta, per evitare la terza sconfitta stagionale: stasera contro il Partizan, dunque, il Brescia ha l’occasione di staccare la squadra di Kobescak. I greci partono nettamente meglio, specialmente in fase offensiva: Severo e Teixido fischiano tanto da ambo le parti della vasca, ma nel primo quarto è la squadra di Vlachos a capitalizzare, segnando su rigore con Fountoulis e poi capitalizzando due superiorità numeriche. Lo Jug, invece, è impreciso con l’uomo in più (0/4 nei primi 8’, addirittura 0/6 dopo il primo minuto del secondo quarto), Pavic para tutto in parità numerica e l’Olympiacos ne approfitta per scappare sul 4-0 con Gennidounias. È Renzuto a sbloccare i suoi al minuto 13’, poi i croati accorciano fino al 4-3 siglato da Macan in superiorità numerica in avvio di terzo quarto. La rimonta è favorita anche dai tanti errori dell’Olympiacos, che guadagna espulsioni a raffica ma poi non riesce a segnare, stoppato ripetutamente da Bijac. I greci devono ringraziare Pavic, che evita la rimonta con un paio di grandi interventi. Nell’ultimo quarto Paulo Obradovic mette a segno il gol dell’ex per il 7-4, ma ancora Renzuto replica con grande personalità e un diagonale fulmineo su uomo in più. Lo Jug fallisce tre superiorità di fila prima che il napoletano riesca, in parità numerica, a sorprendere Pavic dalla distanza per il 7-6. A tirare fuori dai guai l’Olympiacos è Obradovic, che dalla distanza beffa Bijac firmando l’8-6 a 1’51’’ dalla fine. Lo Jug ha un’altra superiorità, ma stavolta il tiro di Renzuto si infrange sul palo. L’azzurro può consolarsi con un’altra ottima prestazione in campo internazionale.

ORVOSI-DINAMO MOSCA 5-10 (1-3, 0-3, 1-2, 3-2)
Orvosi: Barabas, Dr. Brguljan, Gor-Nagy, Randjelovic, Salamon 1, Ga. Kovacs 1, Hegedus, Seman 2, Erdelyi 1, M. Toth, Bundschuh, Ubovic, Bisztritsanyi. All. Petik
Dinamo Mosca: Ivanov, Ivankov, Koptsev, Subotic 2, Latypov, D. Pijetlovic 2, Bychkov 2, Nagaev 2, Radjen, Kholod 1, Lisunov 1, Shepelev, Kostrov. All. M. Zakirov
Arbitri: Buch (Esp) e Margeta (Slo)
Note: sup. num. Orvosi 2/11, Dinamo Mosca 5/7
La Dinamo Mosca annulla il tentativo di fuga dell’Olympiacos andando a dominare il match in casa dell’Orvosi, alla quinta sconfitta consecutiva in Champions League. I russi, ancora privi del mancino Lazarev, demoliscono la squadra di Petik nei primi due quarto: Kholod e Subotic firmano il 2-0, poi la Dinamo scappa ancora, aiutata dai tanti errori in superiorità degli ungheresi (1/6 al 16’). Si arriva all’intervallo lungo dopo il 6-1 siglato dall’implacabile Nagaev, poi nel terzo quarto Dusko Pijetlovic spinge la Dinamo addirittura sul +6, prima che Salamon, in superiorità, interrompa dopo 14 minuti il digiuno offensivo dell’Orvosi.  Nell’ultimo quarto gli ungheresi provano il tutto per tutto, ma è troppo tardi per abbozzare una vera rimonta. La Dinamo si impone per 10-5 e resta seconda nel gruppo A a 5 punti dall’Olympiacos.


BARCELONETA-WASPO HANNOVER (posticipo 25/1, ore 19:15) Clicca qui la diretta streaming Len
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Gruppo B

SZOLNOK-EGER 10-11 (3-3, 4-3, 1-1, 2-4)
Szolnok: Kardos, Gocic, Batori 2, Zalanki 3, D. Jansik, Mezei, Aleksic, Younger 3, Prlainovic 1 (rig.), Mi. Cuk 1, Kis, Fulop, V. Nagy. All. Cseh
Eger: B. Mitrovic, Angyal 3, S. Rasovic 3, Avramovic, Hosnyanszky 2, Lorincz 1, Ad. Decker, Ge. Kovacs, Cuckovic 1, Vlachopoulos, Bedo, Harai 1, Csiszar. All. Dabrowski
Arbitri: Stavridis (Gre) e Naumov (Rus)
Note: sup. num. Szolnok 3/10, Eger 5/10. Rigori: Szolnok 1/1
Contro il pronostico, il derby magiaro va all’Eger, che infligge la seconda sconfitta stagionale allo Szolnok e conquista tre punti fondamentali nella corsa alla Final Eight. L’11-10 finale fa felice anche la Pro Recco: battendo lo Spandau, i liguri rimarrebbero da soli al vertice del gruppo B. A incidere sulla gara, l’assenza per infortunio di Viktor Nagy, sostituito oggi dal secondo Kardos. In avvio i padroni di casa comandano il punteggio, ma l’Eger, pur fallendo qualche superiorità di troppo, si tiene in partita. Nel secondo quarto la squadra di Dabrowski si porta anche in vantaggio con il 4-3 di Cuckovic dalla lunga distanza, ma lo Szolnok risponde alla grande: spettacolari le reti in superiorità di Zalanki e Batori, poi la sassata di Younger su alzo e tiro vale il 6-4. L’incredibile lavoro di Harai ai 2 metri e la classe di Hosnyanszky tengono in partita l’Eger, aiutato anche dall’assenza di Nagy tra i pali. Gli ospiti trovano il pari nel terzo quarto con Angyal (7-7 in transizione), poi si succedono tanti errori in fase conclusiva da una parte e dall’altra della vasca fino all’8-7 di Zalanki, un micidiale tiro a schizzo dalla distanza. L’Eger non molla: nell’ultimo parziale Strahinja Rasovic capisce di poter far male a Kardos e mette a segno una doppietta che porta gli ospiti addirittura in vantaggio (9-8). Cseh getta nella mischia Nagy, ma il portiere della nazionale ungherese non cambia la partita. Younger fa 9-9 su uomo in più, poi botta e risposta tra Angyal e Zalanki. Si arriva all’ultimo minuto sul 10-10 e Angyal si erge a protagonista: prima stoppa un tiro davanti a Brane Mitrovic, poi dall’altra parte della vasca, a 14’’ dalla fine, va a segnare il gol partita con una deviazione dal palo in superiorità numerica. Festa grande per l’Eger, che batte i rivali di sempre e aggancia lo Jadran Herceg Novi al quarto posto.


AZC ALPHEN-STEAUA BUCAREST 4-15 (0-4, 0-3, 0-5, 4-3)
AZC Alphen: Urosevic, Coric, T. De Mey, P. Ivosevic, Stienstra, S. De Mey, Van Gulik, Van Mil 1, Mandolini 1, Miralis, Indijic 1, M. Filipovic 1, Smith. All. Van der Wild
Steaua Bucarest: M. Diakonow, D. Filipovic 3, Chioveanu 3, Gheorghe 2, Radoi, Bulijubasic 2, Delgado 1, Murisic 2, Teohari 1, Vatrai, Ghiban, Goanta, Dragusin. All. Iosep
Arbitri: Vlasic (Cro) e Schwartz (Isr)
Note: sup. num. AZC Alphen 1/15, Steaua 2/6
Nulla da fare per l’AZC Alphen di Jacopo Mandolini, sconfitto in casa anche dalla Steaua Bucarest. La squadra di Iosep si dimostra nettamente superiore, tenendo a secco gli olandesi per ben 17 minuti: ancora una bella prova per il portiere polacco Michal Diakonow. Davanti sono l’ex Sport Management Djordje Filipovic e Chioveanu a trascinare i campioni di Romania, che incamerano la seconda vittoria in Champions League: il quarto posto, occupato da Jadran Herceg Novi e Eger, è lontano però ben 7 punti.

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