venerdì 22 maggio 2015

Italia serie B: programma e arbitri di playoff e playout, gara 1


Finali playoff – Gara 1 (gara 2 il 30 maggio, ev. gara 3 il 6 giugno)
CROCERA-WASKEN FANFULLA (ore 18, arbitri Braghini e Ricciotti)
BERGAMO ALTA-SPORTIVA STURLA (ore 19:30, arbitri Roberti Vittory e Sorgente)
DEL BO AQAVION-PESCARA (ore 20, arbitri Del Bosco e Nicolosi)
ROMA 2007 ARVALIA-ZURICH BARBATO CESPORT (ore 20:30, arbitri Lo Dico e Schiavo)

Finali playout – Gara 1 (gara 2 il 30 maggio, ev. gara 3 il 6 giugno)
MESTRINA-LERICI (ore 17, arbitri Piccoli e Pusineri)
PALLANUOTISTI ROMA-OSSIDIANA (ore 17, arbitri Rotondano e M. Rotunno)
TUBISIDER COSENZA-ANZIO (ore 18, arbitri Alfi e D’Alessio)
LIVORNO-CUS GEAS MILANO (ore 19, arbitri Iacovelli e Piano)

Ecco i Tornei Nazionali Fin-HaBaWaBa!

Il mese di giugno sarà molto importante per l’Associazione: vedremo infatti in vasca ben tre Eventi di livello nazionale ed internazionale:
  • tornei Nazionali Fin-HaBaWaBa (1/2 e 6/7 giugno)
  • Il trofeo “RAI – Campioni domani” (14 giugno)
  • l’HaBaWaBa Festival di Lignano Sabbiadoro (21-28 giugno)
Si parte il 1/2 giugno al Foro Italico di Roma con i tornei Nazionali Fin-HaBaWaBa , che il 6/7 giugno bisseranno al nord e al sud, rispettivamente a Scanzano Jonico e a Cremona.
La manifestazione di Roma è aperta alle regioni Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Sardegna.
La sede di Cremona ospiterà tutte le società provenienti da Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Trentino, Friuli ed Emilia Romagna.
Nella bellissima sede di Scanzano Jonico si attendono grandi numeri dalla Sicilia, la regione più attiva insieme a Lombardia e Liguria, e ovviamente da Calabria, Basilicata, Puglia e Campania.
Potete leggere e scaricare la comunicazione con  tutti i dettagli e i contatti per l’iscrizione.


Serbia:Strahinja Rasovic e la fuga dei talenti

Club in crisi, giocatori in fuga (anche a stagione in corso), ma un continuo ricambio di talenti nelle principali squadre del paese. Questa la situazione della pallanuoto in Serbia, terra in cui la waterpolo è uno sport di culto e dove, nonostante la fuga di campioni all’estero, le piscine restano sempre piene. Ne abbiamo parlato con Strahinja Rasovic (nella foto in alto), probabilmente il prossimo talento a spiccare il volo dal campionato serbo: la Stella Rossa, squadra con la quale ha vinto la Champions League del 2013 e per cui ha segnato quasi 60 gol quest’anno tra Regional Liga e playoff di campionato, è in crisi e sarà costretta a cedere i suoi giocatori migliori.
Strahinja, avete chiuso la stagione al terzo posto, eliminati in semifinale dal Partizan, poi diventato campione. Come giudichi il risultato? 
Tiro e velocità le armi di Strahinja Rasovic, attaccante 4-5
Tiro e velocità le armi di Strahinja Rasovic, attaccante 4-5
Questa è stata una stagione diversa dalle precedenti, quando avevamo una grande squadra. Abbiamo schierato un gruppo molto giovane e in Regional Liga (dove la Stella Rossa ha mancato la qualificazione alla Final 4, ndr) tutto sommato abbiamo giocato bene, avendo affrontato avversari molto duri. Certo sono un po’ triste se penso che abbiamo vinto 6 trofei nei due anni precedenti.
C’è amarezza per la semifinale con il Partizan? 
Sono stati fortunati in gara 3, vincendo ai rigori. Sapevamo che quella contro di loro sarebbe stata una finale anticipata, visto che il Radnicki aveva perso diversi giocatori (durante la stagione Trajkovic, Marko Cuk e Dedovic hanno lasciato il club di Kragujevac, ndr). Noi e il Partizan siamo due squadre simili, non penso che siano più forti di noi.
Il tuo continuo confronto con Dusan Mandic, mancino e capitano del Partizan, ha acceso i derby di Belgrado.
È stata una bella battaglia, anche perché ci conosciamo bene. Ci affrontiamo di continuo e spesso a Belgrado le nostre squadre si allenano insieme. Siamo amici.
Pensando a Partizan-Stella Rossa ci si immagina una rivalità estrema tra i giocatori. 
Vitkor Rasovic, fratello di Strahinja, nel derby con il Partizan
Viktor Rasovic, fratello di Strahinja, nel derby con il Partizan
La “guerra” è in acqua, ma noi giocatori parliamo, scherziamo e andiamo fuori insieme. Molti di noi si conoscono da sempre e fuori dall’acqua discutiamo anche di quello che può accadere in un derby. Sono partite dure, anche fisicamente, ma poi finisce tutto. È il bello della pallanuoto.
Stella Rossa e Partizan sono accomunate anche dalle difficoltà economiche delle due società. 
I club nei guai sono tanti: il Radnicki, come visto, è in cattive acque, ma anche Partizan, Stella Rossa e Vojvodina hanno problemi. Noi siamo professionisti, viviamo con la pallanuoto, ma il problema non sono solo i soldi: non vediamo un progetto, cosa verrà in futuro. Nella scorsa estate la Stella Rossa ha perso 10 giocatori, siamo rimasti solo io, mio fratello Viktor, Sava Randjelovic e Denis Sefik. Ma ora i nostri contratti sono scaduti e potremmo andare via.
Hai già ricevuto qualche offerta? 
Ho parlato con qualche club, ma niente di concreto. Mi piacerebbe giocare in Italia o in Ungheria, sono campionati con tante squadre molto forti e in cui si sono trovati bene amici come Andrija Prlainovic, Filip Filipovic o Marko Avramovic, che gioca nel Ferencvaros. Quello che mi piacerebbe, però, è continuare a giocare con mio fratello Viktor.
La diaspora dei talenti serbi non ha inciso sulla Nazionale di Dejan Savic che, a detta di molti, resta la squadra da battere sia nella World League che ai Mondiali di Kazan. 
Attualmente, nessun giocatore della Nazionale gioca in Serbia, ad eccezione di Mandic, me e mio fratello, che siamo i più giovani. Questo non è un problema adesso, perché c’è un gruppo molto forte e unito, ma potrebbe diventarlo in futuro. I campioni di oggi, Filipovic, Prlainovic, Aleksic, Pijetlovic, hanno giocato insieme in club serbi per anni.
Nikola Jaksic, classe '97, talento del Partizan
Nikola Jaksic, classe ’97, talento del Partizan
C’è da dire che, per tanti campioni che partono, ci sono sempre nuovi talenti che ne prendono il posto. Quali sono stati i migliori giocatori quest’anno in Serbia?
Parto dalla mia squadra, la Stella Rossa, e dico Sava Randjelovic, un bravo difensore (classe ’93, ndr). Poi, oltre a Mandic, nel Partizan hanno giocato bene il portiere Dimitri Risticevic (’92) e Nikola Jaksic, difensore del ’97 molto forte. Tra gli attaccanti Srdjan Vuksanovic del Radnicki (’92) e Dusan Vasic del Vojvodina (’93).
Per te è stata un’annata positiva, a 23 anni hai superato quota 300 gol in carriera con la Stella Rossa e il c.t. Savic ti ha convocato per le partite del girone di World League. Quante chance hai di andare alla Super Final o ai Mondiali?
Savic è il mio tecnico anche alla Stella Rossa, lui sa tutto di me, ma dovrò lottare per essere nei 13 perché c’è tanta concorrenza. La Serbia è forte, ma ho visto giocare l’Italia e mi è sembrata una grande squadra. Tra queste due formazioni, la Croazia, il Montenegro e l’Ungheria, la differenza è davvero poca e anche la Grecia e la Spagna sono in crescita.
Quanto a passione per la pallanuoto, però, è una gara a parte tra serbi e ungheresi.
Forse in Ungheria l’amore per la pallanuoto è ancora più forte, ma in Serbia la gente ama i pallanuotisti perché vinciamo tanto. E poi noi giochiamo con il cuore, lo si è visto nei playoff: tanti giocatori che erano in acqua non prendevano lo stipendio da mesi, eppure hanno dato tutto per vincere. Al pubblico tutto questo piace. I tifosi serbi sono unici: forse solo i greci dell’Olympiacos sono pazzi come i nostri.
Uno degli spettacoli più belli lo offrirono nella finale di Champions di Belgrado, nel 2013, contro lo Jug. Com’è stato giocare, segnare e vincere quella partita a soli 21 anni? 
La festa della Stella Rossa per la Champions 2013
La festa della Stella Rossa per la Champions 2013
Ci ho messo due mesi per capire cosa avevamo raggiunto. Quella serata fu straordinaria, come essere in paradiso. Ecco, per il mio futuro sogno altre serate così: voglio giocare in un grande team in Europa e sperare di vincere ancora dei trofei.






Italia mercato serie A1: Mandic, Velotto, Bodegas: la Pro Recco vuole il tris



MandicVelottoBodegas: questo il trio di rinforzi che la Pro Recco ha in mente per la prossima stagione. Il club campione d’Italia si muoverà ufficialmente solo dopo la Final Six di Champions League, ma due dei tre obiettivi sembrano già essere centrati. DusanMandic, il (quasi) 21enne mancino considerato l’erede di Filip Filipovic nella Serbia, fresco campione in patria con il Partizan, è da tempo promesso sposo del club di Gabriele Volpi: si attende, di fatto, solo l’ufficialità del suo ingaggio. Per Alessandro Velotto (nella foto in alto) la trattativa con la Canottieri Napoli è aperta, ma il circolo partenopeo (che tratterrà il capocannoniere Darko Brguljan) non intende essere un ostacolo nel salto del suo talento più puro verso un top club come quello ligure: restano da definire i dettagli economici, ma alla fine l’operazione dovrebbe concludersi.
Bodegas, conteso da Brescia e Recco
Bodegas, conteso da Brescia e Recco
Michael Bodegas, invece, rimane l’obiettivo più complicato. Il francese, prossimo alla naturalizzazione, sembrava a un passo dalla Pro Recco, ma in un post sulla sua pagina Facebook ha spiegato che sarebbe felice di restare al Brescia. L’impressione è che, più che un ingaggio migliore, Bodegas chieda al club lombardo garanzie su un miglioramento della squadra.
Tra gli obiettivi dei lombardi c’è Fabio Baraldi, centroboa della Canottieri che interessa fortemente alla Bpm Sport Management, società tra le più attive in questi primi giorni di mercato, e anche al Posillipo, che lo lasciò andare due estati fa. Le priorità del circolo rossoverde, che ha rinnovato la fiducia a Mauro Occhiello(dovrebbe firmare un biennale o un triennale), sono i rinnovi di Filip Klikovac e SashaRadovic, i cui contratti sono scaduti, così come quello dell’altro centroboa, JacopoMandolini. Le scelte dei due montenegrini – per Radovic c’è l’interesse del Brescia – condizioneranno il mercato del Posillipo, che punta anche al rientro del mancino Nicola Cuccovillo dalla Roma Vis Nova.
La Sport Management, come detto, ha nel mirino Baraldi, mentre manca solo la firma per Francesco Coppoli della Florentia e Cristiano Mirarchi della Roma Vis Nova. Ma Baldineti, che a breve incontrerà la dirigenza per rinnovare il suo contratto, ha chiesto altri rinforzi, dato che BoldriniBinchi e Zimonjic dovrebbero concludere la loro avventura con la Bpm per limiti di età e che sono in dubbio anche i due stranieri, con contratto scaduto.
Cristiano Mirarchi, volto nuovo della Bpm
Cristiano Mirarchi, volto nuovo della Bpm
Quasi certo l’addio di Blagoje Ivovic, mentre Djordje Filipovic potrebbe rinnovare; al posto del primo, il club di Tosi cerca un attaccante straniero con tanti gol nelle mani, dal secondo dipende la scelta del difensore: italiano, se Filipovic dovesse restare; straniero, se il serbo dovesse lasciare la Bpm. In tal caso, la Sport Management farebbe un tentativo per Marko Jelaca, autore di un gran campionato con il Como, che ha in scadenza anche Kristijan Milakovic.
Capitolo Acquachiara. Sicura la permanenza di Antonio Petkovic, sotto contratto per un altro anno, la priorità ora è il rinnovo di Stefano Luongo, seconda bocca da fuoco della squadra. Ha già dato l’addio al club napoletano, invece, Matteo Astarita: la squadra di De Crescenzo, dunque, cerca un mancino italiano.
Da Vittorioso e Calcaterra dipende il mercato della Lazio
Da Vittorioso e Calcaterra dipende il mercato della Lazio
Il mercato della Lazio, al momento, ha una sola certezza: l’incedibilità di Giacomo Cannella, rivelazione classe ’97 del campionato dei biancocelesti. Il club attende poi di conoscere le intenzioni per la prossima stagione dei senatori Antonio Vittorioso e Alessandro Calcaterra (il primo sarebbe vicino alla conferma) e dell’americano Josh Samuels, che potrebbe tornare in patria   per prepararsi alle Olimpiadi con la sua nazionale.  
Certo, invece, l’addio di Mislav Tomasic al Savona: il club ligure è alla ricerca di un giocatore che sappia districarsi sia ai due metri che sull’esterno, ma l’obiettivo principale, al momento, è trattenere i gioiellini di casa, Luca Damonte e Jacopo Alesiani.

Montenegro: u utorak 26. maja počinju pripreme ’’A’’ reprezentacije

 

Pripreme vaterpolo reprezentacije Crne Gore za Svjetsko prvenstvo u Kazanju zvanično će početi u utorak 26. maja u 10 sati na zatvorenom bazenu u Budvi.
Pripreme će početi devet reprezentativaca, dok će se ostali priključivati nakon završenih klupskih obaveza.
Pripreme u utorak počeće: Darko Brguljan, Aleksandar Radović, Filip Klikovac, Slaven Kandić, Stefan Vidović, Jovan Sarić, Stefan Pješivac, Bogdan Đurđić i Nikola Murišić.
Prvi dio priprema u Crnoj Gori trajaće do 10. juna, a onda će naša reprezentacija otputovati za Kanadu đe će trenirati naredih deset dana.

giovedì 21 maggio 2015

Italia: Playout - Finali - Gara 1

 

Muri Antichi-Arenzano 11-12

  (2-1, 3-4, 2-3, 4-4)
Famila Muri Antichi: Graziano, Carchiolo 2, Scicali, Strano 1, Barbaric 6 (2 rig), Dato, Scirè, Scebba, Indelicato 1, Sfogliano 1, Muscuso, Scuderi, Reina. All. Caruso.
Arenzano: Agostini, Mensi, Mezzasalma, A. Siri 2° 2, Lottero, Corio, Rubino 1, Sargiano 4, Piccardo 2, A. Siri 1°, Tondina 1, Manzone 2 (1.rig.), Damonte. All. Caltabiano.
Arbitri: Gomez e Guarracino.
Superiorità numeriche: Muri Antichi 4/13 + 2 rigori, Arenzano 6/11 + un rigore.
Note: usciti per limite di falli Sfogliano (M) e Rubino (A) nel quarto tempo. Espulso A. Siri 2° per proteste nel quarto tempo.
 
IL COMUNICATO DELLA FAMILA MURI ANTICHI
Arriva la doccia fredda per la Famila, che in gara-1 contro Arenzano esce sconfitta al termine di una partita dove i catanesi non hanno minimamente espresso il loro potenziale. Nell’appuntamento più importante la Muri ha steccato, contro una squadra comunque ben organizzata ma di certo non imbattibile. Eppure l’approccio alla gara, decantato dal tecnico Renato Caruso alla vigilia, lasciava pensare in positivo. Subito 2-0 per la Famila con Barbaric su calcio di rigore e con Sfogliano, che realizza con l’uomo in più. Saranno proprio le superiorità numeriche una delle note negative della giornata della Muri Antichi. Nel secondo parziale, dopo il gol di Tondina che aveva chiuso il primo parziale sul risultato di 2-1, Arenzano prende le misure alla Famila, riuscendo a difendere bene complicando così la vita alla Famila, già poco lucida in avanti. Sargiano e Barbaric danno vita ad un botta e risposta fino al 4 pari, Strano effettua il sorpasso sul 5-4 (sarà l’ultimo della gara) e Manzone con l’uomo in più chiude il secondo parziale in perfetta parità sul 5-5. Troppo frettoloso l’attacco della Famila, che continua a commettere errori anche nel successivo parziale. Barbaric prova a tenere a galla i suoi, ma Piccardo, Siri e Rubino non ci stanno. È ancora tutto aperto al termine del terzo parziale, con la Famila sotto di una sola lunghezza (7-8). Arenzano mette il turbo ad inizio quarto periodo, con Sargiano (con deviazione fortunosa) e Siri per il massimo vantaggio ligure (7-10). Finale concitato, la Famila riesce a ricucire fino al -1 con Indelicato e Carchiolo (10-11), Sargiano ancora con l’uomo in più mette la palla in rete, a nulla serve il gol di Carchiolo nel finale.
“Abbiamo letteralmente buttato all’aria una partita – afferma con amarezza Renato Caruso – abbiamo avuto troppa fretta in attacco, le partite così non si vincono. Bisogna avere pazienza, senza forzare troppo i tiri ed evitando individualismi. In questo sport è così, bisogna giocare con la testa, se vogliamo vincere gara-2 dobbiamo essere lucidi”. Delusione anche nel volto del presidente Spinnicchia che afferma: “Fino all’ultimo secondo venderemo cara la pelle per ribaltare il risultato. Non mi aspettavo una squadra così quadrata ma soprattutto non mi aspettavo una Famila così deludente. Speriamo di ribaltare il risultato come successo anche in passato. Adesso però il tempo delle parole dolci è finito, i ragazzi devono dimostrare alla società di meritare la A2. Se così non fosse non sarò il solo a retrocedere ma tutti insieme. Mi sento prosciugato dopo un anno così faticoso, sabato però si va a Savona e tutti dovranno dare il massimo”.
 

Italia: Playoff - Semifinali - Gara 1

 

Sori-Roma Nuoto 12-5

  (4-1, 3-2, 1-1, 4-1)
Sori: Ferrari, Ferrero, Gandini 1, Mugnaini 1, Cavassa, Cambiaso 2, Digiesi, Rocchi, Vuleta 5, Trebino, Manzi 3, Presciutti, Viola. All. Cavallini.
Roma Nuoto: Serrentino, F. Liolli, Navarra, Fiorillo L., Moroni, Esposito, Spione 2, Martella, Saviano, De Michelis, Wendt 3, Letizi, Faiella. All. Fiorillo M.
Arbitri: Ercoli e Sgarra.
Superiorità numeriche: Sori 6/12 + un rigore fallito (parato) da Vuleta nel terzo tempo, Roma 4/18.
Note: usciti per limite di falli Digiesi (S) nel terzo tempo, Ferrero (S) nel quarto tempo. Espulsi per reciproche scorrettezze Rocchi (S) e Saviano (R) nel secondo tempo.
 
IL COMMENTO DI ALESSANDRO CAVALLINI (allenatore del Sori): "Ottima prestazione dei miei ragazzi. Il risultato poteva esere ancora più netto, ma siamo stati penalizzati da una direzione di gara che ha concesso troppo ai loro centri Saviano e Spione. I nostri raddoppi sono stati puntuali, ma ugualmente sono arrivate espulsioni a mio avviso ingiustificate. Fortunatamente la squadra ha retto molto bene con l'uomo in meno".
 
IL COMUNICATO DELLA ROMA NUOTO
Bruciante sconfitta per la Roma Nuoto nella prima sfida delle semifinali playoff del campionato di Serie A2. I giallorossi non sono riusciti a ribaltare il fattore campo, arrendendosi al Sori con un netto 12-5.
I ragazzi di Mario Fiorillo, mai entrati veramente in partita, hanno pagato dazio all’inesperienza in questo genere di gare. Una Roma eccessivamente timorosa non è mai riuscita ad imporre il suo gioco, finendo per commettere troppi errori e soccombere con un punteggio severo.
Ora i giallorossi dovranno assolutamente riordinare le idee in vista di Gara 2 - in programma sabato al Foro Italico - per sperare di allungare la serie e provare ad inseguire un posto in finale.
La cronaca. Supportato dal calore del suo pubblico, il Sori parte alla grande, infilando tre reti consecutive. La Roma risponde con il centroboa Matteo Spione, ma i padroni di casa tornano subito a segno, chiudendo il primo parziale sul 4-1. 
Il secondo periodo ha inizio con un’altra rete del Sori, seguita dal gol del giallorosso Wendt. Ancora Sori per il 6-2 e il 7-2, mentre la Roma è costretta a fare a meno del centroboa Saviano, espulso per reciproche scorrettezze su una superiorità in favore dei romani. Prima dello scadere, gli uomini di Fiorillo mettono a segno la terza rete di giornata grazie a Wendt (7-3).
Nel terzo tempo le reti si fanno attendere: dopo l’ottavo gol del Sori, la Roma risponde ancora con Wendt (8-4).
L’ultimo quarto si apre con un rigore in favore dei liguri, ma il tiro viene parato dal portiere giallorosso Serrentino. Il Sori trova comunque la via del gol infilando altre tre reti consecutive. Prima della sirena la Roma mette a segno il quinto gol con Spione, ma c’è ancora tempo per un’ultima rete dei padroni di casa, che si aggiudicano la sfida con il punteggio di 12-5.
“Complimenti a loro” le parole del tecnico Fiorillo. “Il Sori ha meritato la vittoria, sfruttando anche la nostra pessima giornata. Ora mi aspetto una reazione nella sfida che giocheremo sabato davanti al nostro pubblico del Foro Italico”.
 
 

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