venerdì 13 maggio 2016
Perez si ritira: “Voglio stare con la mia famiglia”

Carpisa Yamamay Acquachiara-Pro Recco sarà l’ultima partita alla Scandone di Amaurys Perez. Il difensore italo-cubano, 40 anni compiuti lo scorso 18 marzo, ha deciso di concludere a fine stagione la sua carriera da pallanuotista. “La mia famiglia mi manca, voglio trascorrere più tempo con mia moglie e i miei figli che vivono in Calabria. E poi c’è un altro motivo: il mio amore per la pallanuoto ha subito un duro colpo nella partita di campionato a Trieste, dove ci hanno annullato addirittura quattro gol. Quel giorno qualcosa è morto dentro di me e spero fortemente che rinasca con l’aiuto dei bambini che pallanuotisticamente saranno il mio futuro”. Perez tornerà in Calabria, dove è iniziata la sua carriera italiana e dove ha conosciuto sua moglie Angela, per allenare i ragazzini. “Chissà, magari se il Cosenza avrà bisogno di me…”.
Perez verrà ricordato come l’uomo che più ha contribuito, recentemente, a portare la waterpolo fuori dal suo recinto, nel mondo dello spettacolo, grazie alla partecipazione a diversi programmi tv, da “Ballando con le Stelle” a “Pechino Express”, grazie al suo fascino e alla sua simpatia. E nello spettacolo, magari, la carriera di Perez potrebbe continuare. Il rischio è che le sue imprese da uomo di spettacolo oscurino quanto fatto da Perez in acqua, con la calottina in testa. L’italo-cubano è stato fondamentale nella ricostruzione dell’immagine vincente del Settebello, contribuendo in maniera decisiva alla vittoria del Mondiale di Shanghai del 2011 e sfiorando l’oro alleOlimpiadi di Londra 2012. Nel suo palmares anche un argento e un bronzo in World League. Ma il Perez giocatore va ricordato soprattutto per la sua incredibile forza di volontà e la determinazione a migliorarsi.
Arrivò in Italia nel 2004 per giocare nel Cosenza: aveva già 28 anni, un fisico statuario, ma era ben lontano dal poter essere definito un gran difensore. Nessuno avrebbe potuto immaginare dove sarebbe arrivato. La sua è stata una crescita costante: Rari Nantes Salerno,Nervi e Posillipo (decisivo l’incontro con Carlo Silipo allenatore) le sue tappe prime di arrivare in Nazionale a 34 anni, grazie all’intuizione di Sandro Campagna, poi il passaggio all’Acquachiara. Sintentizzando, potremmo dire che Perez ha fatto della sua carriera un esempio. La sua storia è quella di un gigante arrivato da Camaguey a ricordarci che, nello sport, testa e cuore contano più di ogni altro fattore.
Qui l’intervista completa di Amaurys Perez nel comunicato diffuso dalla Carpisa Yamamay Acquachiara.
World League maschile – Intercontinental Tournament di Yokohama
4a giornata
STATI UNITI-BRASILE 16-11 (3-4, 3-1, 4-4, 6-2)
Stati Uniti: Moses, Kimbell, Vavic 1, Obert 1, Roelse, Cupido 3, Samuels 1, Azevedo 2, Bowen 3, Bonanni 2, J. Smith, Mann 3, Baron. All. D. Udovicic
Brasile: Antonelli, Crivella, G. Gomes 1, Ives Alonso, Salemi, B. Gomes 1, Delgado 1, Charuto 2, Rocha, Perrone 2, Grummy 2, Vrlic 2, Oliveira. All. Rudic
Gli Stati Uniti superano anche il Brasile e si tengono a punteggio pieno nell’Intercontinental Tournament di Yokohama, guadagnando l’accesso alla finale del torneo. Nordamericani in difficoltà nel primo quarto, poi nel secondo è Bonanni a firmare il sorpasso della squadra di Udovicic su quella di Rudic. Solo nell’ultimo parziale, sul 10-9, gli Usa prendono il largo grazie ai gol diSamuels, Mann e del mancino Vavic. Buona prestazione anche di Luca Cupido (nella foto), autore di una tripletta.
CINA-AUSTRALIA 4-21 (2-9, 2-4, 0-5, 0-3)
Cina: Guozheng Wu, Chenghao Chu 1, Beiyi Wang, Yingyi Gao, Zhongxian Chen 1, Zekai Xie 2, Wenhui Lu, Yimin Chen, Gelin Zhu, Yu Liu, Zhenrui Lei, Wei Tang, Linfeng Li. All. Lingyun Mao
Australia: Stanton, Campbell, Ford 1, Cotterill 4, Power 1, Gilchrist 2, Roach 4, Martin 1, Swift 2, Emery 1, Howden 2, Edwards 3, Dennerley. All. Oberman (Fatovic squalificato)
Dominio assoluto dell’Australia sulla Cina, addomesticata già nel primo quarto con un parziale di 9-2. Senza Fatovic, squalificato dopo l’espulsione di ieri nel match con il Giappone, gli Aussie sono stati guidati in panchina dal secondo Oberman. Roach il più prolifico in zona gol, tra i giocatori di movimento il solo Campbell non è riuscito a infilare la palla alle spalle del portiere cinese.
KAZAKISTAN-GIAPPONE 7-19 (1-4, 2-4, 3-4, 1-7)
Kazakistan: Makhmetov, Medvedev, Zhardan, Pilipenko, Aubakirov, Shmider 2, Shakenov 2, Verdesh, Ukumanov 2, Ruday 1, Manafov, Altayev, Shlemov. All. Knezevic
Giappone: Tanamura, Adachi 2, Arai 3, Shiga 1, Yanase 2, Iida, Shimizu 2, Kadono, Takei 4, Yasuda, Okawa 2, Hazui 3, Fukushima. All. Omoto
Pressing asfissiante e continua ricerca della controfuga: queste le armi con cui il Giappone demolisce il Kazakistan guadagnandosi l’accesso alla Super Final di World League: sarà davvero interessante osservare la squadra di Omoto affrontare i team europei a Huizhou nel prossimo giugno. In avvio Tanamura para un rigore, poi Shimizu apre la goleada dei nipponici. Ancora una volta il top scorer risulta Takei, veloce contropiedista che pare aver fatto tesoro dell’esperienza della scorsa stagione in Ungheria, nelle file dellaHonved.
Con questi risultati, è definito il quadro delle qualificate alla Super Final di World League: accanto alle europee Serbia, Grecia e Italia si qualificano Stati Uniti, Australia, Brasile e Giappone, oltre alla Cina padrona di casa.
LA CLASSIFICA: Stati Uniti 12, Australia 9, Giappone 6, Brasile 6, Kazakistan 3, Cina 0.
***
Prossimo turno – 5a giornata (domani, 14 maggio, gli orari sono quelli italiani)
KAZAKISTAN-AUSTRALIA (ore 9)
STATI UNITI-CINA (ore 10:30)
BRASILE-GIAPPONE (ore 12)
mercoledì 11 maggio 2016
Paolo Barelli confermato alla presidenza della Len

Paolo Barelli
COMUNICATO FIN
Il presidente della Federnuoto Paolo Barelli è stato confermato alla presidenza della Ligue Européenne de Natation (LEN). Il congresso elettivo per il quadriennio 2016-2020 è in svolgimento all’East Wintergarden, a Londra, dove lunedì prenderà il via la 32esima edizione dei campionati europei di nuoto, tuffi e nuoto sincronizzato. Barelli ha ricevuto il 74% dei consensi; 77 preferenze contro le 27 per l’olandese Erik van Heijningen sulla base di due voti per ognuno dei 52 paesi aventi diritto.
Il commento del Presidente Barelli: “Essere confermati è sempre più difficile di essere eletti. Significa che il lavoro svolto è stato apprezzato trasversalmente. Ringrazio tutti i paesi membri per la fiducia riposta; anche quelli che non mi hanno votato, che cercherò di coinvolgere, di indurre a cambiare idea. Ringrazio i membri del bureau, delle commissioni e dei comitati per l’impegno profuso e la condivisione dei progetti che hanno reso, nel quadriennio, l’Europa ancora più forte a livello internazionale, strategico, economico e mediatico. Grazie al sostegno diretto e indiretto di tutti i paesi membri abbiamo consolidato il bilancio della LEN, alimentando investimenti nella promozione e nello sviluppo delle discipline acquatiche, anche in territori dove i nostri sport erano meno praticati, e a favore delle delegazione, dei tecnici e degli atleti che ci rappresentano ai campionati europei. Siamo riusciti a coniugare le esperienze del passato con le esigenze del presente, rendendo la nostra attività più snella, dinamica e moderna, attirando l’attenzione di aziende leader non solo degli ambienti acquatici. La sfida che attende il neo eletto Bureau sarà ancora più impegnativa. Elevare ulteriormente il livello raggiunto attraverso l’organizzazione di eventi considerati esemplari oltre Europa e maturando altre sinergie che ci consentano di trasmettere in modo ancora più capillare i valori delle discipline acquatiche“.
Questo il nuovo Bureau della LEN:
Presidente: Paolo Barelli (Ita)
Segretario: David Sparkes (Gbr)
Tesoriere: Tamas Gyarfas (Ung)
Vice Presidenti (5): Francis Luyce (Fra), Dimitris Diathesopoulos (Gre), Andriy Vlaskov (Ucr), Sven Von Holst (Sve), Christa Thiel (Ger)
Membri del Bureau: Pia Holmen (Den), Jerzi Kowalski (Pol), Noam Zwi (Isr), Per Rune Eknes (Nor), Fernando Carpena Perez (Spa), Marco Stacchiotti (Lus), Aleksandar Sostar (Srb), Joe Caruana Curran (Mlt), Ahmet Mazhar Bozdogan (Tur).
Analisi del fenomeno Francesco Di Fulvio

Francesco Di Fulvio
La perla del 9-9 con cui ieri il Settebello ha staccato il biglietto per la Super Final di World League (a proposito, rivedetela qui) è solo l’ultima delle giocate decisive che Francesco Di Fulvio ha compiuto in Nazionale negli ultimi mesi. Dai Mondiali di Kazan al pre-olimpico di Trieste, passando per gli Europei di Belgrado, l’Italia di Campagna ha cambiato uomini e giocato partite più o meno buone: il tratto comune, in questo lungo arco di tempo, è stata la continuità di prestazioni del 23enne pescarese della Pro Recco, capace di giocare come un veterano e di esprimere grande pallanuoto sia in difesa che in attacco. Abbiamo interrogato tre tecnici che lo hanno allenato in epoche diverse della sua giovane carriera – Marco D’Altrui, Nando Pesci e Sandro Bovo -, rivolgendo loro la stessa domanda: Di Fulvio è destinato a diventare un fuoriclasse?
Il parere di Marco D’Altrui
Marco D’Altrui, lei a Pescara ha allenato un Di Fulvio giovanissimo.
Era un Under 13 quando l’ho conosciuto, ma il talento era immediatamente riconoscibile. Francesco era sveglio e molto veloce nel nuoto, già allora. Inoltre era attento a quello che gli dicevo, educato e molto umile con i compagni e gli avversari, atteggiamento che ha ancora, per quanto ho potuto constatare quando l’ho rincontrato qui a Pescara.
Nel Settebello Di Fulvio pare completamente a suo agio.
Il fatto di aver giocato ad alto livello con il club gli ha dato sicurezza ed esperienza. Se diventerà un fuoriclasse mondiale? Le possibilità le ha e gli arrivano dal suo carattere: è uno che vuole migliorarsi.
***
Il parere di Nando Pesci
Pesci, da c.t. dell’Italia giovanile ha potuto allenare Di Fulvio in un arco di tempo piuttosto lungo.
Il primo collegiale con Francesco è stato nel 2008 e l’anno dopo, a 16 anni, ha iniziato la sua attività internazionale. Rimasi colpito dalle sue giocate, aveva intuizioni individuali che ti lasciavano sconcertato, non te le aspettavi da un ragazzo di 15-16 anni. Poi si perdeva a volte, usciva fuori dalla partita, ma con una giocata sapeva mettere la squadra nelle condizioni migliori per poter attaccare e segnare. Anche in fase difensiva, aveva già da piccolo la capacità di rubare palla, grazie a delle ottime gambe.
Non la sorprende, dunque, vederlo giocare a quel livello con il Settebello.
No, ma mi meraviglia il fatto che a 23 anni sembra sia lui a prendere in mano il Settebello nelle situazioni più delicate. Negli ultimi mesi è stato determinante in diverse situazioni. È cresciuto notevolmente in personalità, allenandosi con altri campioni ha evidenziato le sue capacità naturali, che sono incredibili. Ha un grande futuro e potenzialmente è un fuoriclasse: è bravo, intelligente e viene da un’ottima famiglia che gli ricorda di tenere i piedi per terra. E poi è dotato di una grande determinazione. Durante la finale del Mondiale U20 a Szombathely, contro la Croazia, si infortunò a un dito, che si gonfiò parecchio. Volle tornare in acqua lo stesso: vincemmo 10-7 e lui segnò 3 gol.
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Il parere di Sandro Bovo
Bovo, lei ha allenato Di Fulvio solo una stagione a Brescia (2013/14): Di Fulvio arrivava dalla Florentia e l’anno dopo finì alla Pro Recco.
Brescia era una squadra superiore alla Florentia, all’inizio Francesco ebbe un po’ di difficoltà, ma poi il salto l’ha fatto. Non è facile passare da una squadra più debole, dove puoi prenderti certe libertà e forzare certi tiri, a una con obiettivi più importanti, in cui hai un minutaggio inferiore. Lui c’è riuscito e la sua progressione come giocatore è continuata alla Pro Recco. Lì lo spazio per gli italiani non è molto, ma Francesco è riuscito a ritagliarsene uno importante sia con Milanovic che con Pomilio. Questo dice molto delle sue qualità, e poi ha una grande personalità. A tal proposito ci sarebbe un aneddoto…
Ce lo racconti.
Era il periodo in cui la Pro Recco provava a prenderlo e io cercavo di convincerlo a restare a Brescia. Gli dissi che lì, in una squadra di grandi campioni, un giovane come lui avrebbe avuto poco spazio. Francesco mi rispose: ‘Voglio andare al Recco e fare il c… a quelli che giocano titolari’. Non va presa come una spacconata, Di Fulvio è uno umile, che sa stare in una squadra. Ma dice molto della sua determinazione, della sua voglia di migliorarsi. Tra l’altro è l’unico U20 che dopo aver vinto i Mondiali ha un posto fisso nel Settebello.
Sin da giovanissimo, Di Fulvio ha cambiato squadre e allenatori, passando da Pescara alla Vis Nova, poi alla Florentia, infine Brescia e Pro Recco. Pur non avendo avuto un’unica scuola di formazione, è comunque divenuto un gran giocatore.
La verità è che lui ha talento e chi ce l’ha cresce a una velocità diversa dagli altri, impara più in fretta. Prendete Molina: fino a 15 anni era a Ceuta, che pallanuotisticamente non è Belgrado, eppure è diventato presto un campione. Di Fulvio ha avuto tanti allenatori e tutti bravi, ma nella sua crescita c’è molto di suo. Giocando partite importanti può crescere ancora, per lui il meglio deve ancora venire. Se può diventare un fuoriclasse? Assolutamente sì.

Di Fulvio ha iniziato nelle giovanilidel Pescara, ha poi giocato con Roma Vis Nova,
Florentia, Brescia e Pro Recco. 85 le sue presenze in azzurro
World League: Croazia k.o. ai rigori, Settebello in Super Final

ITALIA-CROAZIA 14-12 d.t.r. (2-1, 1-3, 2-2, 4-3; 5-3 ai rigori)
Italia: Tempesti, F. Di Fulvio 3, N. Gitto, Fondelli, Nora 1, Bodegas 1, Giacoppo, Gallo, C. Presciutti 3 (1 rig.), S. Luongo, Aicardi 1, Figari, Del Lungo. All. Campagna
Croazia: Bijac, Macan, A. Petkovic 4 (1 rig.), Loncar 1, Jokovic 1 (rig.), I. Milakovic, Muslim, Buslje, Fatovic 1, Pavlovic, Setka 2, Vukicevic, Marcelic. All. Tucak
Arbitri: Buch (Esp) e Ivanovski (Mne)
Note: sup. num. Italia 4/12, Croazia 4/8. Rigori: Italia 1/1, Croazia 2/3. Usciti 3 f. I. Milakovic nel III quarto, Buslje nel IV. Sequenza rigori: Gallo gol, Muslim gol, S. Luongo gol, Petkovic gol, Fondelli gol (Marcelic in porta), Jokovic gol, Presciutti gol (Marcelic in porta), Setka parato, Di Fulvio gol (Marcelic in porta).
Fatica, sbaglia, soffre, ma alla fine, più con i denti che con la qualità, il Settebello strappa la qualificazione alla Super Final di World League di Huizhou (21-26 giugno), appuntamento di grande importanza per la preparazione delle Olimpiadi di Rio de Janeiro. L’Italia insegue a lungo la Croazia, priva di tre assi come Pavic, Sukno e Obradovic ma capace con il solito cinismo di sfruttare ogni occasione favorevole per comandare la partita nella sua fase più calda. Alla fine la obbliga al pari e ai rigori, guadagnando quindi la qualificazione prima della sequenza finale dai 5 metri che le regala anche la vittoria: un giusto premio, quest’ultimo, all’eccezionale pubblico di Siracusa, assiepato sugli spalti della Caldarella ben oltre la capienza ufficiale di 2500 spettatori. Non è un caso che il c.t. Campagna abbia scelto questa sede anche per il collegiale azzurro dal 2 al 12 giugno: prima di partire per la Cina, l’Italia respirerà l’amore del tifo siciliano. Campagna può essere fiero del carattere messo in acqua dai suoi, privi di due senatori e leader offensivi come Figlioli e Giorgetti, e delle conferme di alcuni singoli: Di Fulvio, ormai un leader, e Presciutti, regista lucido. C’è tanto da migliorare, invece, sull’uomo in più: anche stasera l’Italia è partita malissimo, per poi migliorare nel finale di gara. Preoccupante qualche passaggio a vuoto difensivo, sia a uomini pari che con l’uomo in meno. Da qui a Rio, dunque, gli azzurri dovranno lavorare parecchio.
Per sostituire Giorgetti, Campagna opta per il doppio mancino, inserendo nel 13 sia Gallo che Nora. Fondelli, invece, prende il posto di Figlioli, a riposo dopo la spiacevole vicenda che l’ha visto coinvolto sul lungomare di Recco. Per Velotto, non convocato dal c.t., c’è Figari, che affianca Gitto e Giacoppo nel lavoro sui centroboa croati. Senza Baraldi, d’altro canto, Bodegas è chiamato principalmente al ruolo di primo cambio di Aicardi ai due metri più che di difensore o variante tattica dagli esterni. In tribuna finiscono Nicholas Presciutti e Renzuto.
La partita viaggia su buoni ritmi sin dal primo quarto, con l’Italia molto attenta sui centroboa avversari e sempre pronta ad accelerare in ripartenza. L’inefficienza con l’uomo in più (0/3 in avvio, 1/6 all’intervallo lungo) impedisce agli azzurri di capitalizzare la propria superiorità nel primo quarto, ma in avvio di secondo un alzo e tiro di Di Fulvio regala il primo mini-break al Settebello (3-1). La Croazia, in difficoltà dopo il rigore parato da Tempesti a Jokovic, esce dall’impasse grazie alla doppietta inventata da Petkovic e a qualche controfallo di troppo fischiato ad Aicardi, che se la vede brutta contro la fisicità dei difensori croati. Poi i Barakuda passano addirittura in vantaggio con Loncar, perso in entrata dalla difesa azzurra, al primo vero grave errore della gara. Due svarioni di Bijac, su Nora e Aicardi (in superiorità) permettono al Settebello di tornare in vantaggio (5-4), ma la Croazia impiega poco a rimettere la testa avanti, sbloccandosi in superiorità con due gol di Setka (6-5).
Nell’ultimo quarto il Settebello si sblocca con l’uomo in più, ma anche la Croazia tiene pulita la sua percentuale, riuscendo a tornare in vantaggio a ogni pareggio degli azzurri. Dopo l’8-8 di Presciutti si assiste a un pasticcio tra giuria e arbitri, con il Settebello che rischia di subire un rigore per un presunto rientro anticipato di Giacoppo. Chiarito l’errore, la Croazia torna comunque avanti con Petkovic, micidiale su in più, per il 9-8 a 1’55’’ dalla fine, a cui Di Fulvio replica immediatamente con una magia da posizione 5. Il pescarese chiude la sua ottima partita rubando palla e servendo a Presciutti la palla della vittoria, ma il bresciano in uno contro zero si lascia scappare il pallone tra le mani. Tocca così a Tempesti, a 21’’ dalla fine, stoppare l’ultimo assalto croato. Si va ai rigori, risultato che basta al Settebello per volare a Huizhou. L’esito dei tiri dai 5 metri vale solo per le statistiche: Tempesti stoppa Setka, Di Fulvio trasforma il rigore decisivo, facendo esplodere la festa della Caldarella.
World League maschile – Intercontinental Tournament di Yokohama
1a giornata
STATI UNITI-AUSTRALIA 8-6 (0-0, 2-1, 3-1, 3-4)
Stati Uniti: Moses, Kimbell, Vavic 1, Obert, Roelse 1, Cupido 1, Samuels 2, Azevedo 2, Bowen, Bonanni, J. Smith, Mann 1, Baron. All. D. Udovicic
Australia: Stanton, Campbell 1, Ford, Cotterill 2, Power 1, Gilchrist 1, Roach, Martin, Swift 1, Emery, Howden, Edwards, Dennerley. All. Fatovic
Nel match d’esordio dell’Intercontinental Tournament di Yokohama – la fase extraeuropea della World League – gli Stati Unitihanno la meglio sull’Australia, arrivata in Giappone, però, senza Younger, il suo elemento migliore, rimasto allo Szolnok per i playoff del campionato ungherese. Statunitensi sempre in controllo del match, guidati da Azevedo e Mann ai due metri. “Vogliamo arrivare a un livello tale da potercela giocare contro chiunque – ha dichiarato a fine gara Dejan Udovicic -, questa squadra è giovane: lavoriamo per l’oro olimpico a Tokyo 2020”.
KAZAKISTAN-BRASILE 7-19 (0-6, 2-4, 3-3, 2-6)
Kazakistan: Makhmetov, Medvedev 2, Zhardan, Pilipenko, Aubakirov, Shmider 1, Shakenov 1, Verdesh, Ukumanov 3, Ruday, Manafov, Altayev, Shlemov. All. Knezevic
Brasile: Antonelli, Crivella 1, G. Gomes 1, Ives Alonso, Salemi 3, B. Gomes 3, Baches 3, Charuto 1, Rocha, Perrone 2, Grummy 1, Vrlic 4, Oliveira. All. Rudic
Non c’è partita tra il Brasile di Rudic e un Kazakistan ringiovanito: il 6-0 in avvio lancia la Seleçao verso un successo piuttosto agevole.Vrlic implacabile ai due metri, bene sui due lati del campo il sorese Salemi e Bernardo Gomes della Roma Vis Nova.
GIAPPONE-CINA 21-5 (6-0, 2-3, 8-1, 5-1)
Giappone: Tanamura, Adachi 3, Arai 5, Shiga 1, Yanase 1, Iida 2, Shimizu 2, Kadono 2, Takei, Yasuda 1, Okawa 2, Hazui 2, Fukushima. All. Omoto
Cina: Guozheng Wu, Chenghao Chu, Beiyi Wang, Yingyi Gao, Zhongxian Chen 1, Zekai Xie, Wenhui Lu 1, Yimin Chen 1, Gelin Zhu 1, Yu Liu, Zhenrui Lei 1, Wei Tang, Linfeng Li. All. Lingyun Mao
Davanti al pubblico di casa, il Giappone, che sarà alle Olimpiadi, si mostra nettamente superiore ad una Cina che, dopo il divorzio da Paolo Malara, è ripartita da zero, con una squadra tutta nuova e dall’età media molto bassa. I nipponici partono alla grande e poi dilagano in controfuga.
LA CLASSIFICA: Giappone 3, Brasile 3, Stati Uniti 3, Australia 0, Kazakistan 0, Cina 0.
2a giornata
AUSTRALIA-BRASILE 13-9 (2-1, 4-1, 6-3, 1-4)
Australia: Stanton, Campbell 2, Ford, Cotterill 1, Power 1, Gilchrist, Roach 3, Martin, Swift 1, Emery 3, Howden 1, Edwards 1, Dennerley. All. Fatovic
Brasile: Antonelli, Crivella, G. Gomes, Ives Alonso, Salemi, B. Gomes 1, Baches 1, Charuto, Rocha 1, Perrone 2, Grummy 3, Vrlic 1, Oliveira. All. Rudic
Primo successo per l’Australia all’Intercontinental Tournament di Yokohama, torneo che qualifica le formazioni extraeuropee per la Super Final di World League. Gli Aussie Sharks (nella foto in alto Gilchrist), sconfitti ieri dagli Usa, superano il Brasile di Rudicpiuttosto nettamente grazie a una ottima difesa nei primi due quarti, conclusi sul 6-2. Guidati in zona gol da Roach e Emery, gli australiani prendono il largo nel terzo quarto, per poi cedere qualcosa alla Seleçao nell’ultimo.
CINA-KAZAKISTAN 10-15 (5-5, 1-4, 2-3, 2-3)
Cina: Guozheng Wu, Chenghao Chu 1, Beiyi Wang, Yingyi Gao, Zhongxian Chen 2, Zekai Xie 1, Wenhui Lu 3, Yimin Chen 3, Gelin Zhu, Yu Liu, Zhenrui Lei, Wei Tang, Linfeng Li. All. Lingyun Mao
Kazakistan: Makhmetov, Medvedev 1, Zhardan 2, Pilipenko 2, Aubakirov, Shmider 3, Shakenov, Verdesh 1, Ukumanov 4, Ruday, Manafov 1, Altayev, Shlemov. All. Knezevic
Primo sorriso anche per il Kazakistan, che batte la Cina e raggiunge il Giappone, avversario contro il quale, di fatto, si giocherà l’accesso alla Super Final. Ukumanov il più ispirato tra i kazaki, che scappano nel secondo quarto e non si lasciano più raggiungere.
STATI UNITI-GIAPPONE 17-14 (4-1, 5-5, 4-3, 4-5)
Stati Uniti: Moses, Kimbell, Vavic, Obert 4, Roelse 1, Cupido 1, Samuels, Azevedo 2, Bowen 2, Bonanni 3, J. Smith, Mann 4, Baron. All. D. Udovicic
Giappone: Tanamura, Adachi 2, Arai 1, Shiga 2, Yanase, Iida 2, Shimizu, Kadono, Takei 5, Yasuda, Okawa 2, Hazui, Fukushima. All. Omoto
Mai dare per morto il Giappone: questa la lezione imparata oggi dagli Stati Uniti, che solo nel finale riescono a spegnere la squadra diOmoto. Avanti 9-6 nel secondo quarto, gli statunitensi vengono rimontati fino al 9-8 dai nipponici, molto efficaci in controfuga, specie con Takei, top scorer del match con 5 gol. Sul 15-13, a 3’ dalla fine, è stato Obert a chiudere i giochi con la rete che ha definitivamente tagliato le gambe al Giappone.
LA CLASSIFICA: Stati Uniti 6, Australia 3, Giappone 3, Brasile 3, Kazakistan 3, Cina 0.
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