mercoledì 25 ottobre 2017
martedì 24 ottobre 2017
Italia: I talenti che mollano
No ad un posto in prima squadra, no alla convocazione in nazionale giovanile. Ragazzi di talento che rifiutano la pallanuoto, la mollano o preferiscono dedicarle un tempo minore rispetto a quello che serve per emergere a livello agonistico. Parliamo non solo di universitari, ma anche di giovani pallanuotisti che frequentano ancora le superiori. Quello dell’abbandono o della mancata risposta ad una chiamata in azzurro è un problema che esisteva anche in passato, ma che negli ultimi tempi sembra essersi esteso. E se la scelta di vita del napoletano Antonio Maccioni, che ha detto no all’A1 e a un probabile futuro in azzurro per cambiare città e frequentare l’Università Bocconi di Milano, può essere catalogata come comprensibile, altri rifiuti appaiono invece più difficili da capire.
È il caso di Gaetano Baviera, che ha mollato definitivamente la pallanuoto pur avendo dimostrato di meritare l’A1, o dei ben tre azzurrini (Spione, Faraglia e De Robertis) che in estate hanno rinunciato a partecipare agli Europei U17 di Malta. Nell’ambito del processo di rifondazione avviato in estate, il Posillipo ha aggregato molti dei suoi U20 e U17 alla prima squadra: alcuni di loro hanno declinato l’invito, affermando di preferire la serie B in prestito alternativo. È giusto domandarsi, dunque, se sia la pallanuoto a chiedere troppo a questi ragazzi, oppure se il problema vada oltre il nostro sport e riguardi le nuove generazioni.

Tania Di Mario s’è ritirata al termine della scorsa stagione, a 38 anni
TROPPO STUDIO E MENO APPEAL. “Il problema è complesso – dice Tania Di Mario, che pur laureandosi ha mollato la pallanuoto solo a 38 anni e che ora allena le giovanili de L’Ekipe Orizzonte, oltre ad essere il dirigente del club etneo -. Ora molte università hanno una frequenza obbligatoria e i ragazzi non possono usufruire della flessibilità che, ad esempio, ho avuto io. Anche la scuola non ti aiuta a studiare e a fare sport. Non è facile, ma non credo che sia impossibile. All’Orizzonte invitiamo tutte le nostre atlete a iscriversi all’università o a studiare. È fondamentale dare ai ragazzi la possibilità di non dover scegliere”. Per Fabrizio Buonocore, 41enne capitano della Canottieri Napoli e commercialista, “i giovani sono cambiati”. “Prima non si sarebbe mai pensato di non accettare un posto in A1 al Posillipo – dice -. Su queste scelte incide sicuramente il fatto che la pallanuoto ha meno appeal di un tempo, se pensiamo al calo dei compensi e del valore stesso del campionato, anche se forse oggi allenarsi per giocare in A1 è meno impegnativo che in passato. La verità è che dipende da quanta passione hai: sono tanti i laureati che hanno fatto sport ad alto livello”.

Claudio Mistrangelo, 3 scudetti vinti in carriera, tutti al Savona
FATTORE ECONOMICO. Per Claudio Mistrangelo, direttore tecnico del Savona, grande esperto di pallanuoto giovanile e non solo, il fattore economico ha un peso rilevante. “Non siamo più negli anni ’90 – spiega Mistrangelo -, quando la pallanuoto metteva davanti ai ragazzi prospettive economiche differenti: un 20enne poteva scegliere di laurearsi a 28 anni invece che a 24, ma intanto si metteva in tasca qualcosa. È normale assistere ad una flessione delle vocazioni per uno sport che richiede sacrifici, impegno e che non dà più molte prospettive a livello economico e lavorativo. L’incertezza sociale attuale è molto maggiore, genera insicurezza ed è normale che i ragazzi preferiscano pensare allo studio. Parlo comunque di un fenomeno che conosco poco direttamente, a Savona non abbiamo molti giovani che lasciano la pallanuoto anzitempo. Quanto ai no alle convocazioni, è un problema che può essere legato a una programmazione troppo densa di campionati e impegni internazionali che non lascia spazio per il tempo libero”.

Mino Di Cecca (al centro), allenatore della Nazionale U17
TANTE ALTERNATIVE. Per Mino Di Cecca, la questione va oltre la pallanuoto. “Parliamo di un problema generazionale – spiega il c.t. della Nazionale U17, che è anche insegnante -. C’è qualcosa che è cambiato realmente nei ragazzi e attorno a loro e fare paragoni con il passato è fuori luogo. Adesso i giovani hanno così tante opzioni, oltre allo sport, che possono scegliere quella che li soddisfa di più e li impegna di meno, mentre noi allenatori dobbiamo essere soddisfatti di coloro che dedicano 2 ore al giorno per tutta la settimana alla pallanuoto. Prima la piscina era una valvola di sfogo, adesso riuscire a farli restare per 2 ore è complicato. La pallanuoto è uno sport faticoso, che richiede tanto impegno e che mentalmente ti risucchia. Immaginate un ragazzo che gioca in un paio di campionati giovanili e poi in prima squadra: non ha momenti liberi e prima o poi esplode, richiamato da tutte quelle cose che non può fare, anche rispetto ai suoi coetanei”.
È un processo irreversibile? ”È la società che è cambiata e anche noi allenatori dobbiamo adattarci. In nazionale abbiamo elaborato degli allenamenti non massacranti, ma motivanti, che abbiano al centro il gioco, la palla. Dobbiamo far piacere questo sport per quello che è, rendere più gradevole l’impegno dei ragazzi, così verranno con voglia ad allenarsi e impareranno di più, risolvendo un altro problema generazionale. Molti di loro, spinti dai genitori o dagli stessi allenatori, pensano di essere campioni già da piccoli. E quando trovano una difficoltà nel migliorare, nel fare un passo in avanti, perdono motivazioni e finiscono con il lasciare lo sport. A mollare sono proprio quelli che hanno mostrato più giovani il loro talento e che potenzialmente potrebbero diventare atleti migliori. Finisce così che vanno avanti i più volenterosi, quelli che si allenano pur sapendo che potrebbero non farcela, invece dei più bravi. Ed è una questione che non riguarda solo la pallanuoto”.

Capobianco è anche c.t. dell’Italia femminile. Ha allenato in A1 a Teramo e Avellino ed è stato vice-c.t. della Nazionale maschile
RUOLI E MOTIVAZIONI. Lo conferma anche Andrea Capobianco, coach della nazionale di basket U18 e responsabile dell’intero settore giovanile azzurro, dopo una lunga esperienza a livello di club. “L’abbandono precoce dello sport è un problema – afferma Capobianco – ma i ragazzi di oggi non sono migliori o peggiori di quello del passato, sono solo diversi e la capacità di un insegnante o di un allenatore deve essere quella di adattarsi. Siamo noi adulti ad avere maggiori responsabilità nei loro confronti, siamo noi che dobbiamo fornire motivazioni. Se il senso del dovere una volta era innato, ora lo è il senso del piacere: i ragazzi fanno quello che a loro piace, anche perché possono scegliere tra molte attività a cui dedicarsi, e dunque noi allenatori dobbiamo rendere appetibile quello che si fa in allenamento. Lo sport è sì sacrificio, ma è anche piacere”.
Nella costruzione delle motivazioni, le capacità degli allenatori sono fondamentali. “In passato – continua Capobianco – i ruoli erano ben definiti: c’era il professore, il tecnico, il genitore, e i ragazzi li riconoscevano come tali. Oggi i ragazzi vogliono capire che ruolo hai e un allenatore deve dimostrargli di essere tale ogni giorno, con conoscenze e coerenza. Deve mostrare le differenze tra il suo ruolo e quello di genitore o di professore. La confusione dei ruoli ad oggi è un problema, mi spaventa sentire di genitori amici dei figli o di allenatori amici dei giocatori. L’allenatore ha dei paragrafi in comune con la figura dell’amico o del genitore, ma non lo stesso ruolo. E i ragazzi in palestra vogliono vedere l’allenatore, non l’amico o il papà. Se lo riconoscono, si fidano e rispondono agli stimoli, alle motivazioni che sei pronto a dargli. E le chance che lasci lo sport si riducono”.
EURO PALLANUOTO: Regionalna Liga, Ungheria, Spagna
REGIONAL LIGA: Doppietta di Renzuto, lo Jug in testa con la Mladost

Kandic, portiere dello Jadran Herceg Novi
Dopo la 2a giornata, la Regional Liga vede al comando la coppia formata dallo Jug e dalla Mladost. Dopo il successo all’esordio sullo Jadran Herceg Novi, i campioni in carica hanno avuto vita facile anche contro lo Jadran Spalato, affondato con il punteggio di 13-5: ancora una volta positiva la prestazione di Vincenzo Renzuto, autore di una doppietta in superiorità numerica (nella foto in alto uno dei due gol). Anche i numeri fotografano la buona gara dell’ex Posillipo, che ha concluso il suo match con 2/3 al tiro, un’espulsione guadagnata, un recupero e una palla persa. Lo Jug arriva dunque carico all’esordio in Champions League, in programma mercoledì a Mosca contro la Dinamo. Insieme al team di Dubrovnik, a quota 6, c’è la Mladostche venerdì è andata a vincere il “classico” a Belgrado, in casa del Partizan, per 9-5: micidiale la partenza dei croati, trascinati in avvio sul 4-0 dalla tripletta dell’ispirato Bukic e dal gol dell’eterno Radu. Successo esterno anche per il Primorje, vittorioso a Budva per 6-5 grazie al gol sulla sirena dello slovacco Maros Tkac. La squadra di Rijeka ha cancellato così lo zero in classifica, imitata dallo Jadran Herceg Novi, che invece ha avuto vita facile contro il Posk, superato per 10-4: doppiette per Merkulov e Marko Petkovic, ma l’uomo partita è stato il portiere Kandic, con 11 parate su 14 tiri subiti. Prima vittoria anche per il Mornar, che ha piegato 10-8 il Primorac con tripletta del centroboa Duzevic.
UNGHERIA: Szolnok e Eger sole al comando, primo stop per il Miskolc

Marton Vamos, fuoriclasse del Ferencvaros, autore di 5 gol nel match con il Debrecen
Due squadre da sole in testa nei due gironi del campionato d’Ungheria. Sono Szolnok ed Eger, che hanno conquistato il primato solitario nei rispettivi raggruppamenti, ma in maniera diversa. Nel girone A lo Szolnok ha approfittato del doppio confronto in due giorni con il Kaposvari: venerdì ha infatti giocato in casa l’anticipo dell’11a giornata (in programma il 31 gennaio) e sabato ha disputato regolarmente la 4a giornata a Kaposvar. I campioni d’Ungheria e d’Europa si sono imposti prima per 18-2 (tripletta di David Jansik) e poi per 15-5, volando quota 15 punti in 5 partite. Alle loro spalle c’è il sorprendente Vasutas, anch’esso a punteggio pieno ma dopo solo 4 incontri. I gialloblù allenati da Levente Szucs si sono imposti addirittura per 20-8 in casa dell’Ujpest con triplette di Torok, Varnai e Ambrus. Seguono in classifica il Vasas (10-8 all’Avus con poker del giovane mancino Burian) e il Ferencvaros, che ha però una gara da recuperare: largo il successo dei biancoverdi in casa del Debrecen, affondati per 22-6 con cinquine dei bomber Vamos e Denes Varga. Più facile da leggere la situazione nel gruppo B, dove tutte le squadre hanno giocato 4 partite e in cui solo l’Eger è a punteggio pieno: sabato il team di Dabrowski ha sbancato la vasca della Honved per 12-3 trascinata dall’ex Posillipo Vlachopoulos e dall’ex Ferencvaros Avramovic, entrambi a segno tre volte. Inatteso, invece, lo stop del Miskolc, battuto a Tatabanya per 6-3: decisiva nell’ultimo quarto per i padroni di casa la doppietta dello slovacco Kolarik e la rete di Francsics. Il Miskolc viene agganciato a quota 9 punti dall’Orvosi, vittorioso per 13-6 a Pecs (4 gol di Erdelyi), mentre lo Szentes conquista i primi 3 punti piegando lo Szeged, fermo a quota zero, per 12-7.
SPAGNA: Barceloneta e Sabadell senza problemi, 6 gol del 19enne Garcia

Sergi Cabanas, attaccante del Sabadell
In Spagna, dopo tre giornate, Barceloneta e Sabadell continuano a viaggiare a braccetto in vetta alla classifica. Sabato i campioni in carica hanno passeggiato sul Mediterrani, sconfitto per 15-2 anche grazie alla bella prova del portiere Lopez Pinedo. Il Sabadell, invece, ha dilagato in casa della matricola Echeyde, battuta con un 16-3 in cui spicca ancora una volta la tripletta di Sergi Cabanas, al momento capocannoniere del torneo con 9 gol. Terzo posto per il Terrassa, che dopo il pareggio per 7-7 con il Matarò nel posticipo della 2a giornata, ha affondato per 9-7 il Barcelona: determinante Mora, acquisto estivo dal Debrecen, autore di 4 reti. A 6 punti fa capolino il Sant Andreu, trascinato contro il Molins de Rei da Veenhuis: l’olandese segna 5 gol, ma meglio di lui fa il 19enne Alvaro Garcia, autore addirittura di 6 reti nel primo successo stagionale del Real Canoe, vittorioso in casa del Navarra.
sabato 21 ottobre 2017
Italia: A1 Maschile, 1a giornata: risultati e commenti
ORTIGIA-POSILLIPO 8-7 (3-1, 2-3, 3-0, 2-3)
Ortigia: Patricelli, Siani, Abela, Jelaca 2, Di Luciano 1, Lindhout, Tringali, Giacoppo 1, Cassia, Vapenski 2, Casasola 1, Napolitano 1, Caruso. All. Piccardo
Posillipo: Negri, Cuccovillo, Ramirez, Foglio 1, G. Mattiello 2, Plumpton, Iodice, Rossi 1, Briganti 1, Marziali 1, Calì, Saccoia 1, Sudomlyak. All. Brancaccio
Arbitri: Savarese e L. Bianco
Note: Spettatori 300 circa. Nel 3° tempo al minuto 7’41 Di Luciano sbaglia il rigore (parato da Negri). Usciti per limite di falli: Foglio (Posillipo) e Saccoia (Posillipo) nel 4° tempo. Superiorità numeriche: Ortigia 5/12 più un rigore, Posillipo 3/11
La 1a giornata di A1 maschile si apre con il successo di misura dell’Ortigia sul Posillipo. Alla Caldarella si affrontano due squadre in costruzione e l’esito altalenante della partita non è altro che il risultato del lavoro ancora incompleto dei due allenatori, Piccardo eBrancaccio, quest’ultimo all’esordio come primo allenatore in A1. Dopo il gol iniziale di Giuliano Mattiello, l’Ortigia prende il largo piazzando un parziale di 4-0 aperto da Jelaca e rimpolpato dai gol di Vapenski, Giacoppo e Napolitano. Il Posillipo torna in scia con le reti di Mattiello e Saccoia, ma nel terzo quarto precipita: la differenza la fa l’uomo in più dell’Ortigia che scappa sull’8-4 e sfiora il +5, con Negri che para un rigore di Di Luciano. L’episodio cambia il finale di partita, l’Ortigia perde sicurezza soprattutto con in superiorità e il Posillipo lentamente rientra: un gran gol di Marziali in mezzo a Vapenski e Siani porta i rossoverdi sul -1 (8-7) e accende la partita. Finale con tanti errori, da una parte e dall’altra, e Negri e Patricelli a blindare le rispettive porte. Vano il time out a 6’’ dalla sirena di Brancaccio, vince l’Ortigia.
ACQUACHIARA-TRIESTE 3-7 (1-2, 1-1, 1-3, 0-1)
Acquachiara: Lamoglia, Ciardi 2, Di Maro, Spooner, M. Lanfranco, Ronga, M. Stellet, Barberisi, Blanchard 1, Tozzi, Centanni, J. Lanfranco, Cicatiello. All. Iacovelli
Trieste: Oliva, Podgornik, Petronio 3, Ferreccio, A. Giorgi, Giacomini, Gogov 2, Turkovic, Vico 2, Spadoni, Blazevic, Mezzarobba, Kren. All. Krstovic
Arbitri: Petronilli e Navarra
Note: Spettatori 100. Superiorità numeriche: Acquachiara 2/4 e Pallanuoto Trieste 2/3.
L’Acquachiara ci mette il cuore e gioca una gran partita, ma Trieste è superiore e porta via da Santa Maria Capua Vetere i primi 3 punti della sua stagione. Krstovic batte dunque Iacovelli in una sfida tra esordienti in A1, ma il tecnico napoletano può essere contento della prima uscita della sua giovanissima squadra: l’Acquachiara ha difeso bene ma ha sprecato troppo in avanti. Buono l’avvio dei napoletani e in particolare del neo-capitano Lamoglia, che riesce a tenere a bada i tiratori triestini. Solo nel terzo quarto la squadra di Krstovic riesce a staccare l’Acquachiara: sul 3-2 sono Petronio e Gogov a dare la spinta verso la vittoria ai giuliani, che riescono a evitare il ritorno dei napoletani e a chiudere il match sul 7-3.
SELECO CATANIA-BRESCIA 7-14 (3-2, 1-4, 1-6, 2-2)
Seleco Catania: Jurisic, Lucas, B. Torrisi, La Rosa, Sparacino, Catania, G. Torrisi, Danilovic 1, Kacar 5, Privitera 1, Divkovic, Z. Kovacic, Graziano. All. Dato
Brescia: Morretti, Guerrato, C. Presciutti 1, Manzi 1, Paskovic 3, Rizzo 1, M. Guidi 1, Nora 2, N. Presciutti 1, Bertoli 2, M. Janovic 1, Vukcevic 1, Del Lungo. All. Bovo
Arbitri: D. Bianco e Castagnola
Note: Spettatori 300 circa. Usciti per limite di falli Sparacino (Nuoto CT) e Danilovic (Nuoto CT) nel terzo tempo, Guerrato (AN Brescia) nel quarto tempo. Superiorità numeriche: Nuoto Catania 3/8 e AN Brescia 4/16
Il Brescia soffre per un quarto in casa della neopromossa Seleco Catania, poi cambia marcia, soprattutto in difesa, e inaugura con un successo il suo campionato. I primi 8’ esaltano il pubblico della Scuderi, con Kacar grande protagonista (doppietta per l’italo-serbo). Sotto 3-2, il Brescia – oggi privo di Muslim, a riposo in vista del match di Champions ad Hannover – sistema le cose davanti a Morretti e prende in mano la partita: Bertoli e Nora operano il sorpasso, poi, dopo il 4-4 di Danilovic, i lombardi piazzano un parziale di 3-0 che li mette al comando dell’incontro. La squadra di Bovo – Del Lungo entra nel terzo quarto – spreca tanto con l’uomo in più, ma riesce comunque a dilagare fino al 12-5 (tripletta di Paskovic in poco più di 6 minuti). Nell’ultimo quarto la gara ha poco da dire, ne approfitta Kacar per siglare la sua cinquina.
CANOTTIERI NAPOLI-FLORENTIA 8-5 (2-1, 2-0, 2-3, 2-1)
Canottieri Napoli: Vassallo, Buonocore, Del Basso, Confuorto, Giorgetti 2, M. Di Martire, Dolce 1, Campopiano 2, F. Lapenna, Velotto 1, Borrelli 2, Esposito, Rossa. All. Zizza
Florentia: Cicali, Generini, Eskert, Coppoli, F. Turchini, Bini 1, T. Turchini, Dani, Razzi, Tomasic 2, Astarita 1, A. Di Fulvio 1, Sammarco. All. Tofani
Arbitri: Pinato e Brasiliano
Note: sup. num. Canottieri 2/9, Florentia 3/7. Uscito 3 f. Esposito 29’20’’
Nel giorno del suo ritorno in A1 una Florentia bella ma sprecona si arrende alla Canottieri Napoli, più brava in fase di finalizzazione, almeno nei momenti chiave dell’incontro. La squadra di Tofani gioca alla pari con la Canottieri, tenendone il ritmo e riuscendo a impensierirla con il lavoro dei suoi centroboa. Nei primi due quarti, però, i toscani non capitalizzano su uomo in più e così i napoletani scappano via: nel secondo quarto sono Borrelli, in controfuga, e Campopiano, in superiorità a portare i giallorossi sul 4-1. Nel terzo quarto la Florentia aggiusta la mira in superiorità (2/2 nel parziale), arrivando agli ultimi 8’ con soli 2 gol di svantaggio (6-4). La Canottieri manca ripetutamente il colpo del k.o. e in un paio di occasioni Vassallo è provvidenziale. A 3’16’’ arriva il 7-4 di Giorgetti, ma a chiudere la gara è la successiva rete di Borrelli, ancora in controfuga.
BPM SPORT MANAGEMENT-R.M. TORINO 81 18-8 (3-0, 5-1, 4-4, 6-3)
Bpm Sport Management: Nicosia, E. Di Somma 4, Figlioli 1, Fondelli 1, A. Petkovic 4, Drasovic, Gallo 3, Mirarchi 3, S. Luongo 2, Valentino, Lazovic. All. Baldineti
Reale Mutua Torino 81: Aldi, Pavlovic 1, Gandini 1, Audiberti, Maffè, Oggero, D’Souza, I. Vuksanovic 3, D. Presciutti 1, G. Novara 1, Gaffuri 1, Giuliano, Deliu. All. S. Aversa
Arbitri: Centineo e Calabrò
Note: Espulso per proteste l’allenatore della Torino 81 Aversa. Uscito per limite di falli Drasovic (Sport Management) nel terzo tempo. Superiorità numeriche: Sport Management 6/9 e Torino 81 3/11. Spettatori 500 circa
Seppur priva di entrambi i centroboa, Baraldi e Blary, oltre che del mancino Panerai, la Bpm Sport Management riesce a superare la Reale Mutua Torino 81, presentatasi però alle piscine Manara di Busto Arsizio senza il portiere titolare Rolle. Tutto facile per i mastini, che aprono la gara con le reti di Petkovic, Stefano Luongo e Mirarchi e poi nel secondo parziale volano addirittura sull’8-1. Il Torino 81 si scuote nella seconda metà dell’incontro, ma recuperare il gap è impossibile. Scatenati Edoardo Di Somma e Petkovic, 4 gol a testa.
LAZIO-BOGLIASCO BENE 13-12 (3-4, 2-2, 4-3, 4-3)
Lazio: Correggia, Ferrante, Colosimo, Spione 2, Gianni 1, Di Rocco, D. Giorgi 1, Cannella 6, Leporale, Vitale 2, Maddaluno 1, Sebastiani, Mariani. All. Sebastianutti
Bogliasco Bene: Prian. Ferrero, A. Di Somma 1, Lanzoni 4, A. Brambilla 2, Guidaldi, Gambacorta 2, Monari 1, Puccio 1, Orlandini, Cimarosti, Sadovyy 1, Di Donna. All. Bettini
Arbitri: Alfi e Pascucci
Note: Spettatori 400. Usciti per limite di falli Gianni (Lazio Nuoto) e Cimarosti (Bogliasco Bene) nel quarto tempo. Superiorità numeriche: Lazio Nuoto 8/12 e Bogliasco Bene 7/12
Bella partita al Foro Italico tra Lazio e Bogliasco Bene, una gara fatta di strappi e continui ribaltamenti di fronte. Avvio migliore dei biancocelesti, sul 2-0 in meno di 2’, poi sale in cattedra la squadra di Bettini, guidata dall’ex Quinto Alessandro Brambilla e da Lanzoni. Nel terzo quarto la Lazio torna avanti con Cannella (7-6), poi il Bogliasco prima ribalta la situazione con un parziale di 3-0, poi subisce la rimonta firmata da Cannella che nell’ultimo parziale porta la Lazio sull’11-9 e, dopo l’11-10 di Lanzoni, realizza la sua personale sestina. Il Bogliasco non riuscirà più a rientrare: Daniele Giorgi ribadisce il +2 a 2’13’’ dalla fine, Gambacorta accorcia dopo 20’’, ma nel finale i liguri non trovano l’aggancio: decisiva la parata nel finale di Correggia su Guidaldi. Per la Lazio è già una vittoria pesante contro una concorrente diretta per la salvezza.
PRO RECCO-SAVONA 19-2 (4-0, 3-2, 7-0, 5-0)
Pro Recco: Volarevic, F. Di Fulvio 2, Mandic 2, Alesiani 1, Molina 2, Bodegas 1, Bruni 3, Echenique 2, Figari 2, F. Filipovic 1, Aicardi 3, N. Gitto, Massaro. All. Vujasinovic
Savona: Soro, Delvecchio, Damonte, Steardo, L. Bianco, Ravina 1, Piombo, K. Milakovic, G. Bianco 1, J. Colombo, Grummy, Teleki, Missiroli. All. Angelini
Arbitri: Piano e Scappini
Note: Superiorità numeriche: Recco 6/13 + un rigore e Savona 2/9. Nel Recco in porta Massaro al posto di Volarevic nel quarto tempo; nel Savona Missiroli sostituisce fra i pali Soro a metà del terzo tempo. Spettatori 400
Non ci sono Tempesti e Sukno, ma la Pro Recco neanche se ne accorge contro il Savona, in difficoltà soprattutto sui centroboa di Vujasinovic. Il primo gol dei campioni d’Italia lo firma su rigore Filipovic, al rientro nel campionato di A1 dopo 5 stagioni passate tra Radnicki e il ruolo di straniero di Champions League nel club recchelino. Vanno poi a segno Aicardi, Bruni, Figari e Francesco Di Fulvio per il 5-0 della Pro Recco. Giovanni Bianco rompe il digiuno savonese al 10’, poi riprende il monologo dei biancocelesti, che concedono zero gol nella seconda metà della partita chiudendo la gara sul 19-2. Tra i pali, nell’ultimo quarto, sia Massaro da una parte e Missiroli dall’altra.
venerdì 20 ottobre 2017
World League, gironi e calendario

Gruppo A: Serbia, Montenegro, Romania
Gruppo B: Russia, Croazia, Germania
Gruppo C: Ungheria, Spagna, Olanda
1a giornata (14 novembre)
Gruppo A
ROMANIA-SERBIA
riposa MONTENEGRO
Gruppo B
CROAZIA-RUSSIA
riposa GERMANIA
Gruppo C
SPAGNA-OLANDA
riposa UNGHERIA
2a giornata (12 dicembre)
Gruppo A
SERBIA-MONTENEGRO
riposa ROMANIA
Gruppo B
RUSSIA-GERMANIA
riposa CROAZIA
Gruppo C
OLANDA-UNGHERIA
riposa SPAGNA
3a giornata (16 gennaio)
Gruppo A
MONTENEGRO-ROMANIA
riposa SERBIA
Gruppo B
GERMANIA-CROAZIA
riposa RUSSIA
Gruppo C
UNGHERIA-SPAGNA
riposa OLANDA
4a giornata (13 febbraio)
Gruppo A
SERBIA-ROMANIA
riposa MONTENEGRO
Gruppo B
RUSSIA-CROAZIA
riposa GERMANIA
Gruppo C
OLANDA-SPAGNA
riposa UNGHERIA
5a giornata (20 marzo)
Gruppo A
MONTENEGRO-SERBIA
riposa ROMANIA
Gruppo B
GERMANIA-RUSSIA
riposa UNGHERIA
Gruppo C
UNGHERIA-OLANDA
riposa SPAGNA
6a giornata (10 aprile)
Gruppo A
ROMANIA-MONTENEGRO
riposa SERBIA
Gruppo B
CROAZIA-GERMANIA
riposa RUSSIA
Gruppo C
SPAGNA-UNGHERIA
riposa OLANDA
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