domenica 2 luglio 2017

Ratko Rudic: “No technical reasons for new rules”


Ratko Rudic is watching the U9 game between Italian Latina and Brazilian Asda Baura as it was an Olympic final. For decades he has always felt the same passion for waterpolo, therefore there is no difference to him in watching great champions or little children playing. The four time Olympic champion and legendary Croatian coach has arrived at the HaBaWaBa International Festival, causing great excitement in coaches and fans, but also in children.
“HaBaWaBa is the beginning of something important – explains Rudic, who is also councillor of Waterpolo Development – Here the passion for waterpolo arises: some of these kids will become waterpolo players, some of them referees, others spectators who will remain passionate to our sport. Waterpolo arises at HaBaWaBa”.
How important is to start playing waterpolo at the age from 6 to 11?
Rudic and Caua, little Brazilian waterpolo player of Abda Bauru
Rudic at HaBaWaBa with Caua, little Brazilian waterpolo player of Abda Bauru
It’s extremely important. It’s thanks to HaBaWaBa if nowadays, around the world, kids start playing waterpolo when they are 6. Now we know that children of that age are able to memorize some movements and to understand properly the game. They learn to do things they will do automatically for the rest of their lives. At HaBaWaBa we build the foundation of the waterpolo of the future. Furthermore, HaBaWaBa is very important culturally.
Are you talking about the opportunity to kids to compare with peers coming from different countries?
Sport is a very important element of the society, as also the EU White Paper has stated. It can develop values such as tolerance and solidarity. In sports there is always competition, but also respect for the opponent. In addition, we have the health component: doing sports so soon helps children to grow healthy and it allows the public health system to save a huge amount of money.
Currently you are a technical consultant of Croatian Federation. What do you think about the bronze medal won by Barakuda in the last World League?
Croatia played good, they lost against Italy just at shootouts. However the most important thing is to prepare well for the Budapest World Championships. We were unlucky because of the Sandro Sukno’s injury: I don’t know yet if he will play in Budapest.
Rudic at Rio 2016 Olympics after historical win of Brazil against Serbia
Rudic at Rio 2016 Olympics after historical win of Brazil against Serbia
How do you judge Italy and Serbia?
Settebello showed the usual organized game. Serbia looked tired: we will see them at their best in Budapest.
In Budapest, during the Fina Congress, the new waterpolo regulation will also be voted.
We coaches have always been against this reform for a specific reason: it has never been supported by any technical proof, no data has been collected about these new rules. I think they will only damage waterpolo.
Meanwhile, IOC have already included 11-player rosters in the Tokyo 2020 Olympic program.
It must be made clear that the IOC has just approved what was proposed by FINA. FINA reduced the number of waterpolo players in order to instert more swimming competitions. It’s a bad decision and waterpolo community will oppose it. We’re open to cooperate with FINA, but not this way.

sabato 1 luglio 2017

Di Cecca: "HaBaWaBa, sogno a occhi aperti"


“Le mie impressioni sull’HaBaWaBa? Sto cercando di farmi un’idea precisa guardando più partite possibile, ma ti dico che il primo impatto è fortemente emozionale: camminando nel villaggio respiri un’atmosfera carica di felicità, incroci tecnici e bambini che si preparano alla partita con una gioia e una passione che ti lascia il segno”. Sono queste le prime parole di Mino Di Cecca, selezionatore della nazionale italiana Under 17, in questi giorni gradito ospite dell’HaBaWaBa International Festival, evento record organizzato dalla Waterpolo Development a Lignano Sabbiadoro che coinvolge 132 squadre, 1.600 pallanuotisti tra i 6 e gli 11 anni e, complessivamente, oltre 3.600 persone.
Yiannis Giannouris, direttore del torneo, e Mino Di Cecca
Yiannis Giannouris, direttore del torneo, e Mino Di Cecca
Emotività, ovvero sogni: “La prima cosa che mi sono chiesto è cosa provano questi bambini a giocare per una volta con avversari provenienti da tutto il mondo davanti a tribune piene di tifosi festanti, magari anche polemici. È una situazione che potrebbe non ripetersi più nella vita di molti di loro, e anche per questo resterà indimenticabile nei loro ricordi di infanzia, proprio come un bellissimo sogno. Nella mia esperienza di allenatore ho vissuto tre situazioni del genere: le prime due di una finale europea e di una mondiale, la terza è questa”.
Andiamo oltre l’impatto emotivo e parliamo di aspetti tecnici e di risposte qualitative: “Mi ha sorpreso registrare che anche a questa età si riconoscono le scuole di provenienza: ho individuato quella ungherese, quella degli americani, la nostra, in cui prevale difesa e contropiede, tanto per fare qualche esempio. Istintivamente mi è venuta la curiosità di poter mettere le mani su una statistica che mi permetta di vedere quanti di questi ragazzi riescano poi ad approdare alla categoria Under 17 Nazionale, per capire quanto, in termini qualitativi, il movimento HaBaWaBa abbia influito su questi mini-atleti”.
HaBaWaBa come sinonimo di quantità, oltre che di qualità: “Senza HaBaBaWa non so proprio dove saremmo oggi. Io penso che questo Festival sia un’invenzione straordinaria, non solamente per la pallanuoto, ma per lo sport in generale. Regalando a questi ragazzini un’esperienza così bella li legherà indissolubilmente al nostro sport, a non smettere, ad amarlo, a suggerirne la pratica agli amici, fino ad instradare i loro figli, un domani. Di conseguenza vedo nella continuità del Festival una grande opportunità per l’incremento del numero di praticanti”.
Tornando all’emotività, ovvero alla magia del festival: “Da insegnante non esiterei, se potessi, a portare i miei studenti in gita qui durante lo svolgimento del Festival: qui si materializza una magia che esiste solo nel villaggio delle Olimpiadi, dove contesti, lingue e abitudini diverse si fondono e arricchiscono ogni singolo partecipante di un valore che va ben oltre la vittoria. Non è solo pallanuoto, che si limita ad una piccola parte della durata del festival: sono le interazioni che questi bambini possono attivare a fare la grande differenza”.
Uno dei momenti dell'HaBaWaBa International Festival
Uno dei momenti dell’HaBaWaBa International Festival
A proposito del contesto: “Mi piace l’idea dei workshopquello relativo all’utilizzo dei LEGO® per sviluppare le capacità di ascolto e collaborazione è semplicemente un’idea grandiosa e ben realizzata. Sono impulsi che preparano davvero i bambini a diventare grandi e approcciare il mondo del lavoro, ad esempio, con profitto. Se posso dare un suggerimento alla WPD, direi di aggiungere più workshop nello stesso Festival. E poi, è bello sapere che si possa andare in spiaggia, che ci si possa svagare come in una vacanza”.
Fair-play, tra arbitri, genitori e tecnici: “Se fosse possibile rafforzerei ulteriormente l’indirizzo di fair-play, affinché i ragazzini di questa età conoscano sempre di più culture diverse dalla loro, rispettino gli avversari e l’arbitro. Questa è la via corretta per prepararsi meglio, nella vita e nello sport, imparando a gestire situazioni difficili, come il fischio arbitrale ritenuto penalizzante ma a cui l’atleta deve adeguarsi rapidamente per raggiungere il risultato prefissato. I ragazzi in acqua, e questo vale per tutte le categorie, sono molto influenzati negativamente dal nervosismo del loro tecnico. Gli ostacoli però non sono solo sul rettangolo di gioco. Ieri ho visto un amico che sul bordo vasca dava suggerimenti al figlio: gli ho chiesto di non farlo per impedire al figlio di perdere il riferimento dell’allenatore e per evitare di delegittimarsi a sua volta. Delegare è meglio che interferire, soprattutto quando a questa età il concetto di fair-play viene ritenuto di primaria importanza”.

WWPCA: Nuove regole, i tecnici dicono no

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Un no secco, totale, alla riforma della Fina. Con un comunicato ufficiale la WWPCA, l’Associazione Mondiale degli Allenatori di Pallanuoto, prende posizione sulle possibili modifiche al regolamento che la Federazione Internazionale discuterà al prossimo Congresso di Budapest, in programma il 13 luglio. Una posizione netta: la WWPCA chiede alla Fina di ritirare l’intera riforma dal Congresso. Parallelamente, mette a disposizione della Fina la propria esperienza per formare una gruppo consultivo per il futuro della pallanuoto. Inoltre, suggerisce di studiare un nuovo set di regole per i prossimi 4 anni da approvare eventualmente dopo Tokyo 2020.
Petar Porobic, presidente della WWPCA
Petar Porobic, presidente della WWPCA
La WWPCA è presieduta dal montenegrino Petar Porobic e conta tra i suoi membri i c.t. di Settebello e Setterosa Alessandro Campagna e Fabio Conti, oltre a personaggi di spicco della pallanuoto internazionale come Ratko Rudic, Dejan Udovicic, Dragan Jovanovic, Paolo Malara e Yiannis Giannouris. Ricordando la sua indipendenza politica e finanziaria, la WWPCA ha espresso il suo disappunto alla Fina per una lunga serie di ragioni: la mancanza di trasparenza nel processo decisionale e di coinvolgimento da parte di atleti e allenatori; l’aver testato per tre anni un set di regole per poi proporne uno diverso; la mancanza di dati che dimostrino come il cambiamento delle regole migliori il gioco. E ancora: il fatto che con l’introduzione dei roster da 11 la pallanuoto perda 18 giocatori alle Olimpiadi, diventando l’unico sport di squadra a perdere atleti, che tale riduzione si estenda alle altre competizioni Fina e che nessuna ricerca è stata condotta per valutare l’impatto delle nuove regole sulla salute e la performance degli atleti.
Lungo anche l’elenco di ragioni per le quali la WWPCA annuncia che non supporterà la riforma. In primis la preoccupazione per la salute degli atleti, dovuta alla riduzione dei giocatori negli organici e a quella dei tempi di riposo (intervallo lungo di 3’ e 2 soli time out): riduzione non accompagnata da alcuno studio scientifico sul rischio di infortuni. La WWPCA, inoltre, sottolinea come, con i roster da 11, la pallanuoto sarà l’unico sport di squadra senza un sostituto per ogni giocatore titolare (eccetto il calcio, che ha però solo 3 cambi) e come il portiere molto probabilmente non avrà una riserva, fattore che di certo non migliora lo spettacolo. Secondo l’associazione, aumenta il rischio che le squadre chiudano le partite con meno di 7 giocatori in acqua, mentre il peso delle espulsioni e il ruolo dell’arbitro aumenterà ulteriormente. I roster da 11 incideranno sullo stile del gioco, perché la maggiore fatica dei giocatori comporterà una pallanuoto più lenta e più fisica. La riduzione del campo, infine, porterà il campo di gioco a 20 metri effettivi, il 33% in meno dello spazio attuale, con potenziale diminuzione dello spettacolo.

StefanoTempesti: "Sogno ancora, come gli HaBaWaBa"


Al suo arrivo all’HaBaWaBa International Festival, Stefano Tempesti è stato travolto dall’entusiasmo non solo dei piccoli atleti, ma anche di allenatori e genitori. “L’HaBaWaBa è una meraviglia – spiega – vedere bambini di tutto il mondo avere tutto questa voglia di pallanuoto è straordinario. Magari ci fosse stato l’HaBaWaBa quando ero piccolo, a Prato si giocavano tornei con sole 4 squadre… Ed è molto bello per i bambini camminare per il villaggio e vedere da vicino i personaggi che sono qui come Francesco Postiglione o Roberto Calcaterra: da piccolo non avrei mai sognato di incontrare Igor Milanovic, Max Ferretti o Ratko Rudic”.
Tempesti insieme ai Nuotatori Genovesi, team che fa parte della Pro Recco Academy
Tempesti insieme ai Nuotatori Genovesi, team che fa parte della Pro Recco Academy
Tempesti ha iniziato a giocare a pallanuoto in età HaBaWaBa. “Avevo 8-9 anni, ero molto alto e il medico consigliò ai miei di mandarmi in piscina. Mi annoiai presto del nuoto e così iniziai con la pallanuoto: dopo 30 anni, sono ancora un giocatore”. Un campione che dopo il bronzo olimpico di Rio de Janeiro s’è preso una pausa dalSettebello. “Questa è la mia prima estate senza pallanuoto dal 1994. Seguo gli Azzurri e rivedo nei ragazzi lo stesso entusiasmo del 2010, quando Sandro Campagna ha avviato la costruzione di questo gruppo, portandoci poi alla vittoria dei Mondiali 2011 e all’argento olimpico di Londra 2012”. Marco Del Lungo, il suo successore, è già una certezza in azzurro. “Sta parando alla grande e sono contento, ma lui era pronto già un anno fa, dopo il mio infortunio all’occhio (distacco parziale della retina, ndr). Io poi sono tornato in tempo per l’Olimpiade, ma lui è risultato comunque decisivo”.
Tempesti e Del Lungo esultano insieme dopo il bronzo olimpico a Rio 2016
Tempesti e Del Lungo esultano insieme dopo il bronzo olimpico a Rio 2016
Al debutto a Rio contro la Spagna è legato un episodio che dice molto di Tempesti: dopo un periodo di stress e fatica per recuperare in tempo dall’infortunio, il capitano azzurro si presenta ai Giochi non al meglio e durante la gara viene sostituito dal c.t.. Uscito dall’acqua, spende ogni secondo di time out e intervalli per incitare e caricare Del Lungo. “Crescendo impari che la squadra è più importante di tutto: se vince, allora anche tu sarai ricordato. E poi speravo di stare meglio e di dare una mano più avanti, nei quarti di finale”. Partita nella quale, contro la Grecia, Tempesti è stato determinante. Proprio come resta per la Pro Recco, il team con cui ha vinto 12 scudetti e 5 Champions League. “Finché la Pro Recco me lo consentirà, io sarò un pallanuotista. Non mi vedo altrove. Non so dire quanto durerà, ma ho un obiettivo in mente”. È l’Olimpiade di Tokyo 2020, per Tempesti sarebbe la sesta: nessun atleta italiano di uno sport di squadra ha mai raggiunto questo traguardo. “Tanti fattori potrebbero impedirmelo, è impossibile dire se ci riuscirò. Ma se sono ancora un pallanuotista è per raggiungere quell’obiettivo”. A 38 anni Tempesti sogna ancora l’Olimpiade: in fondo, non è poi tanto diverso dai piccoli atleti dell’HaBaWaBa.

Intanto, i tornei dell’HaBaWaBa International Festival sono arrivati all’ultima giornata, oggi pomeriggio sono in programma le finali. Nel torneo U9 (ore 16:45) sarà tra i greci del Patras, alla loro prima partecipazione, e il monegaschi del Monaco: eliminate in semifinale Savona U9 e gli ungheresi del KSI di Budapest. Nel tabellone U11 un classico Italia-Ungheria (alle ore 17:30): dopo aver battuto in semifinale i bergamaschi dell’Ondablu Dalmine, i Coccodrilli del Posillipo affronteranno il Ferencvaros, vittorioso sul Savona U11.

Niente Ungheria per Giorgetti

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Pur avendo madre ungherese, Alex Giorgetti non potrà giocare con l’Ungheria. La Fina non ha concesso il nulla osta per la la naturalizzazione sportiva all’attaccante, che, invece, è già in possesso della cittadinanza magiara e ha già trascorso più di un anno di inattività a livello internazionale. La motivazione sta nel fatto che Giorgetti, la scorsa stagione alla Canottieri Napoli, non ha vissuto in Ungheria nell’ultimo anno.
“Siamo al punto che la cittadinanza sportiva conta più dell’anagrafe – dice l’attaccante alla Gazzetta dello Sport -. Dov’è finito il buonsenso? Nel mio caso esisterebbero tutti i presupposti per una deroga. Così si fa il male della pallanuoto. Sono deluso”.

Finale playoff A2, Florentia porta Roma a gara 3


Gara 2
FLORENTIA-ROMA NUOTO 8-6 (1-2, 2-1, 2-1, 3-2) [serie sull’1-1]
Florentia: Cicali, Generini, Cranco, Coppoli 1, F. Turchini 1, E. Colombo, Bosazzi, Dani, T. Turchini, Tomasic, Astarita 3, A. Di Fulvio 3, Sammarco. All. De Magistris
Roma Nuoto: De Michelis, De Robertis, Faraglia 1, L. Fiorillo 1, F. Panerai 1, Navarra, Spione, Moroni, M. Lapenna, Setka 3, Africano, Letizi, Faiella 1. All. Gatto
Arbitri: Savarese e Pinato
Note: Nessun espulso. Usciti per limite di falli: Generini, Coppoli (RNF) e De Robertis, Setka, Africano (RMN). Siperiorità numeriche: 5/15 Florentia + 1 rigore sbagliato, 3/13 Roma + 1 rigore segnato.
La Florentia risponde alla Roma Nuoto e dopo la sconfitta ai rigori di gara 1 al Foro Italico rimette in parità la finale dei playoff promozione di A2 maschileLa serie si deciderà mercoledì 5 luglio in casa dei capitolini: una partita secca che vale la promozione nella massima serie. La Roma Nuoto ha accarezzato il 2-0 e il salto di categoria per due quarti, nel terzo è arrivato il sorpasso dei toscani – 4-3 di Andrea Di Fulvio – mentre il primo vero break si è materializzato solo nell’ultimo parziale, con il 6-4 di Astarita. È stato ancora il mancino a chiudere l’incontro, con il gol dell’8-6 a 1’13’’ dalla fine.

CATANIA già promosso in A1, 2-0 nella serie con la TGROUP ARECHI

HaBaWaBa, trionfano Posillipo e Team Azur



Posillipo e Team Azur Entente sono i nuovi campioni dell’HaBaWaBa International Festival. Davanti ai 3mila spettatori della Piscina Olimpica del Villaggio Ge.Tur di Lignano Sabbiadoro si sono giocate due finali spettacolari ed emozionanti, che di sicuro entreranno nella memoria di tutti i presenti, bambini ed adulti.

Sfilata delle squadre, inni nazionali, speaker che incitava il pubblico, musica, ospiti d’onore – come Stefano Tempesti, ex capitano del Settebello, testimonial dell’evento e Ratko Rudic – e premiazione finale: alle finali dell’HaBaWaBa International Festival, come accade ormai da 10 anni, non è mancato proprio nulla. A garantire lo spettacolo, poi, ci hanno pensato i piccoli pallanuotisti in gara.
L'esultanza del Team Azur Entente (foto DeepBlueMedia)
L’esultanza del Team Azur Entente (foto DeepBlueMedia)
LA FINALE U9. La prima finale giocata è stata quella U9, vinta dal Team Azur Entente, team dell’A.S. Monaco rafforzato da giocatori dell’Olympic Nice,  contro i greci del Patras Dias. Una partita semplicemente strepitosa: nei minuti finali il Patras Dias ha rimontato due reti, segnando il 9-9 a soli 24’’ dalla sirena conclusiva. Sono stati i rigori a decidere l’incontro: dopo ben 16 penalty, il portiere del Team Azur Entente ha intercettato il tiro decisivo, facendo scattare la festa dei suoi compagni di squadre, degli allenatori e dello staff. Tuttavia dobbiamo anche sottolineare l’enorme fair play degli sconfitti. A fine gara tutti i giocatori, l’allenatore e lo staff del Patras Dias, alla sua prima partecipazione all’HaBaWaBa International Festival, si è gettato in vasca insieme ai vincitori. Questo è il vero spirito HaBaWaBa! Dietro Team Azur Entente e Patras Dias, al 3° posto, si sono piazzate entrambe le semifinaliste, il Savona U9 e gli ungheresi del KSI Blue Dolphins.
LA FINALE U11. Anche la finale U11 si è conclusa ai rigori: a vincerla è stato il Posillipo Coccodrilli (il circolo aveva iscritto anche un’altra squadra, i Caimani). I napoletani si impongono per 6-5 sugli ungheresi del Ferencvaros, dopo il 3-3 dei tempi regolamentari. Decisivo nella sequenza finale il portierino Antonio Aloise, che ha parato 3 rigori ai magiari. Grande festa alla Piscina Olimpica dopo l’intervento decisivo: in acqua sono finiti anche allenatore, dirigenti e i tantissimi tifosi rossoverdi. Per il Posillipo è una vittoria speciale: si tratta del secondo trionfo in tre anni, dopo il successo del 2015, il terzo nella storia dell’HaBaWaBa International Festival (nel 2012 l’altra vittoria). Nessuno come i rossoverdi: dietro di loro Marsiglia e Vouliagmeni, fermi a 2 successi.
 

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