sabato 1 luglio 2017

StefanoTempesti: "Sogno ancora, come gli HaBaWaBa"


Al suo arrivo all’HaBaWaBa International Festival, Stefano Tempesti è stato travolto dall’entusiasmo non solo dei piccoli atleti, ma anche di allenatori e genitori. “L’HaBaWaBa è una meraviglia – spiega – vedere bambini di tutto il mondo avere tutto questa voglia di pallanuoto è straordinario. Magari ci fosse stato l’HaBaWaBa quando ero piccolo, a Prato si giocavano tornei con sole 4 squadre… Ed è molto bello per i bambini camminare per il villaggio e vedere da vicino i personaggi che sono qui come Francesco Postiglione o Roberto Calcaterra: da piccolo non avrei mai sognato di incontrare Igor Milanovic, Max Ferretti o Ratko Rudic”.
Tempesti insieme ai Nuotatori Genovesi, team che fa parte della Pro Recco Academy
Tempesti insieme ai Nuotatori Genovesi, team che fa parte della Pro Recco Academy
Tempesti ha iniziato a giocare a pallanuoto in età HaBaWaBa. “Avevo 8-9 anni, ero molto alto e il medico consigliò ai miei di mandarmi in piscina. Mi annoiai presto del nuoto e così iniziai con la pallanuoto: dopo 30 anni, sono ancora un giocatore”. Un campione che dopo il bronzo olimpico di Rio de Janeiro s’è preso una pausa dalSettebello. “Questa è la mia prima estate senza pallanuoto dal 1994. Seguo gli Azzurri e rivedo nei ragazzi lo stesso entusiasmo del 2010, quando Sandro Campagna ha avviato la costruzione di questo gruppo, portandoci poi alla vittoria dei Mondiali 2011 e all’argento olimpico di Londra 2012”. Marco Del Lungo, il suo successore, è già una certezza in azzurro. “Sta parando alla grande e sono contento, ma lui era pronto già un anno fa, dopo il mio infortunio all’occhio (distacco parziale della retina, ndr). Io poi sono tornato in tempo per l’Olimpiade, ma lui è risultato comunque decisivo”.
Tempesti e Del Lungo esultano insieme dopo il bronzo olimpico a Rio 2016
Tempesti e Del Lungo esultano insieme dopo il bronzo olimpico a Rio 2016
Al debutto a Rio contro la Spagna è legato un episodio che dice molto di Tempesti: dopo un periodo di stress e fatica per recuperare in tempo dall’infortunio, il capitano azzurro si presenta ai Giochi non al meglio e durante la gara viene sostituito dal c.t.. Uscito dall’acqua, spende ogni secondo di time out e intervalli per incitare e caricare Del Lungo. “Crescendo impari che la squadra è più importante di tutto: se vince, allora anche tu sarai ricordato. E poi speravo di stare meglio e di dare una mano più avanti, nei quarti di finale”. Partita nella quale, contro la Grecia, Tempesti è stato determinante. Proprio come resta per la Pro Recco, il team con cui ha vinto 12 scudetti e 5 Champions League. “Finché la Pro Recco me lo consentirà, io sarò un pallanuotista. Non mi vedo altrove. Non so dire quanto durerà, ma ho un obiettivo in mente”. È l’Olimpiade di Tokyo 2020, per Tempesti sarebbe la sesta: nessun atleta italiano di uno sport di squadra ha mai raggiunto questo traguardo. “Tanti fattori potrebbero impedirmelo, è impossibile dire se ci riuscirò. Ma se sono ancora un pallanuotista è per raggiungere quell’obiettivo”. A 38 anni Tempesti sogna ancora l’Olimpiade: in fondo, non è poi tanto diverso dai piccoli atleti dell’HaBaWaBa.

Intanto, i tornei dell’HaBaWaBa International Festival sono arrivati all’ultima giornata, oggi pomeriggio sono in programma le finali. Nel torneo U9 (ore 16:45) sarà tra i greci del Patras, alla loro prima partecipazione, e il monegaschi del Monaco: eliminate in semifinale Savona U9 e gli ungheresi del KSI di Budapest. Nel tabellone U11 un classico Italia-Ungheria (alle ore 17:30): dopo aver battuto in semifinale i bergamaschi dell’Ondablu Dalmine, i Coccodrilli del Posillipo affronteranno il Ferencvaros, vittorioso sul Savona U11.

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