mercoledì 12 luglio 2017

Italia: La Lazio e Tafuro si separano

Massimo Tafuro

Massimo Tafuro non è più l’allenatore della Lazio. Il team biancoceleste ha annunciato l’addio al tecnico artefice della miracolosa salvezza ai playoff della scorsa stagione: motivi personali alla base della separazione. “La società lo ringrazia per il lavoro svolto con estrema professionalità – si legge nella nota della Lazio – Si conclude al termine di una stagione ricca di soddisfazioni, con l’obiettivo salvezza raggiunto nonostante a inizio campionato fosse tutt’altro che scontato, il rapporto tra la società sportiva Lazio Nuoto e il tecnico Massimo Tafuro. La decisione, sofferta, è stata presa in pieno accordo fra le parti, a causa di sopraggiunti impegni personali del mister che impediscono il proseguimento del rapporto all’interno del sodalizio”.
Per la successione di Tafuro la Lazio pensa a Cristiano Ciocchetti, liberato dalla Roma Vis Nova, e a Maurizio Mirarchi, che ha lasciato il Messina femminile.
Intanto la Bpm Sport Management ufficializza il prestito dalla Pro Recco di Edoardo Di Somma: l’attaccante ligure, classe ’96, tornerà dunque a militare nei mastini, con cui ha giocato nella stagione 2015/16.

Campagna: “Settebello più maturo e… pesante”

Alessandro Campagna

Sarà un Settebello più maturo, consapevole e “pesante” quello che vedremo a partire dal 17 luglio ai Mondiali di Budapest (esordio contro la Francia). Parola del commissario tecnico Sandro Campagna, che dopo una giornata in famiglia a Catania sta facendo ritorno a Roma, prima di volare in Ungheria (la Nazionale partirà sabato 15 luglio, clicca qui per il calendario completo).
Campagna, la lunga preparazione è terminata. 
Abbiamo svolto due buoni blocchi di lavoro da 20 giorni ognuno e giocato 10-11 partite: non mi lamento soprattutto dell’impegno e dello spirito di sacrificio dei ragazzi. È stata alta anche la voglia di stare insieme, non è scontato quando si rimane tanto tempo ad allenarsi lontano da casa: in condizioni così si cementa il gruppo.
I risultati di World League e amichevoli sono incoraggianti: gara dopo gara il Settebello ha limitato i momenti di pausa durante la partita e mostrato sempre un gran carattere.
Zeno Bertoli, difensore classe '88 del Brescia
Zeno Bertoli, difensore classe ’88 del Brescia
Guardo poco ai risultati in questa fase, incoraggiante è stata la crescita individuale e di squadra. Le pause ancora ce l’abbiamo, a volte fatichiamo ancora un po’ a riconoscere le soluzioni da prendere davanti a determinati problemi. Quanto alla capacità di reagire è sempre stata la nostra caratteristica: per essere sicuri di batterci ci devono ammazzare, altrimenti ci rialziamo sempre. È un aspetto che dobbiamo conservare: laddove c’è meno talento, servono altre qualità.
Veniamo alla squadra: tre cambi rispetto a Rio 2016, con l’esclusione di Fondelli, i ritorni di Volarevic e Bertoli e l’inserimento di Renzuto. Di fatto, è un Settebello con più chili e forza fisica. 
Abbiamo cambiato un po’ strategia, ho scelto di proteggere di più la difesa: con Bertoli abbiamo un marcatore puro in più, ma non è detto che in futuro non cambi nuovamente. L’esclusione di Fondelli è quindi dovuta all’aspetto tecnico-tattico. Inoltre Andrea ha avuto qualche problema fisico, al gomito, e ha giocato meno. Ma resta un elemento nell’orbita azzurra e su cui potrò fare affidamento in futuro.
La vera novità è Renzuto, al primo grande appuntamento con il Settebello. 
Vincenzo Renzuto, 24 anni, è al suo primo Mondiale
Vincenzo Renzuto, 24 anni, è al suo primo Mondiale
Lui è la dimostrazione che quando si lavora bene e si ha perseveranza, alla fine i risultati arrivano. Renzuto fa parte di questo gruppo già da quattro stagioni: una volta non fu convocabile per un problema al ginocchio, poi gli ho preferito altri, infine l’anno scorso è arrivato a un passo dall’entrare nella squadra olimpica. Ma è già pronto, è un giocatore da Settebello, conosce il sistema di gioco e ha la giusta mentalità. Può essere un esempio per gli altri: ci si può fermare per anni alle porte della Nazionale, poi quelle porte all’improvviso si aprono. L’importante è non scoraggiarsi, un segno di debolezza, e farsi trovare pronti.
Anagraficamente, la Nazionale pare spaccata a metà: escludendo Bertoli, 28 anni, tra i giocatori di movimento di ci sono 5 over 30 e 5 under 24.
Vuol dire che abbiamo esperienza, ma anche margini di miglioramento. L’età media è di 28,6, ma Volarevic la alza notevolmente. I più maturi sono nel pieno della loro forza, oramai l’età della maturità sportiva s’è alzata e a 30-32 anni si + ancora al top della carriera. I giovani, invece, stanno venendo su bene. Confido nella consapevolezza di una squadra più matura.
Dopo 15 anni, il Settebello si presenta ad una delle tre principali competizioni internazionali senza Tempesti. Del Lungo, però, ha già dimostrato a Rio di essere pronto per sostituirlo. 
Fare a meno di Stefano non è mai facile. Ho già detto ai ragazzi che dovrà scattare un senso responsabilità maggiore in tutti loro, specie in difesa. Dovremo curare dettagli che prima venivano mascherati dalle sue abilità. In questo contesto si inserisce la crescita di personalità e fisica di Marco. Da lui mi aspetto un ottimo Mondiale, ma senza pressioni particolari. Possiamo aiutarlo perfezionando ancora l’uomo in meno: mi auguro di vedere una crescita della qualità individuale difensiva di ognuno. Marco avrà l’aiuto anche di Goran Volarevic, una garanzia tra i pali, ma anche un elemento capace di preziosi consigli. Sono una gran coppia di portieri.
Serbia e Croazia, le altre squadre sul podio a Rio, hanno cambiato poco. È iniziato un nuovo quadriennio olimpico, ma il Mondiale non lascia spazio a sperimentazioni.  
Filipovic durante i Mondiali 2015 di Kazan, vinti dalla Serbia
Filipovic durante i Mondiali 2015 di Kazan, vinti dalla Serbia
È vero, ma tutte le nazionali hanno provato i giovani nel corso della stagione. Anche noi seguiamo una progettazione parallela, ruolo per ruolo abbiamo possibili ricambi, giocatori che ora non sono ancora pronti, ma che lo saranno in futuro. A Serbia e Croazia, le squadre più pericolose, aggiungo l’Ungheria: è più tranquilla che in passato, farà bene. E poi gioca in casa e vuole riscattare l’Olimpiade, dove non è salita sul podio.
Nella finale di World League il Settebello ha affrontato la Serbia senza quel timore reverenziale che aveva mostrato a Kazan e Rio. 
Questo ha detto la partita, poi dobbiamo confermarci in gare più importanti. Quella partita è un punto di partenza. Loro sono più avanti di noi, mentre con i croati ce la giochiamo alla pari. La seconda partita del girone, contro l’Ungheria, sarà un test importante per le nostre ambizioni.
A Budapest il 13 luglio si terrà il Congresso Tecnico della Fina che avrebbe dovuto votare le nuove regole. Pare, invece, che tutto slitterà dopo l’elezione del presidente. 
Domani andrò a Budapest, vedremo se la proposta della Fina sarà rinviata o meno. Se il caso, da delegato italiano parlerò al Congresso. Ad ogni modo, i roster da 11 resteranno nel programma olimpico di Tokyo 2020. Sono una sconfitta: comprometteranno la qualità del gioco oltre ad alzare il rischio di infortuni. Giusto inseguire la gender equality, ma l’obiettivo non è stato raggiunto, perché i team femminili saranno solo 10 e non 12 e inoltre ai prossimi Giochi andrà un numero minore di pallanuotisti. È una regola che dovrà essere applicata solo alle Olimpiadi.

sabato 8 luglio 2017

Jokiću uručena ''Zlatna zvijezda crnogorskog sporta'' na svečanosti Crnogorskog olimpijskog komiteta!

Petar Porobic, Boris Zlokovic, Predrag Jokic, Milan Ticic, Mladjan Janovic
Vaterpolista Predrag Jokić prvi je nosilac Zlatne zvijezde crnogorskog sporta, prestižnog priznanja Crnogorskog olimpijskog komiteta (COK). Jokiću je priznanje uručeno na prigodnoj svečanosti, povodom deset godina prijema COK-a u Međunarodni olimpijski komitet.

"Hvala COK, saigračima i trenerima, svojoj familiji. Bez njih ne bi bilo ni priznanja. Čestitke COK na jubileju, uz želju da svaka naredna godina bude još bolja. Nadam se da ćemo se svi zajedno radovati olimpijskoj medalji u Tokiju", kazao je Jokić.
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Jokić je u karijeri četiri puta nastupao na Olimpijskim igrama, a u Atini 2004. godine u reprezentaciji Srbije i Crne Gore osvojio je srebrnu medalju.
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Crnogorsku reprezentaciju predvodio je u Pekingu, Londonu i Rio de Žaneiru. Ima još šest medalja sa evropskih i svjetskih prvenstava.
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U kapici sa crnogorskim grbom osvojio je zlatnu medalju na Evropskom prvenstvu u Malagi, dvije srebrne evropske medalje u Ajndhovenu 2012. i Beogradu 2016. i svjetsko srebro u Barseloni 2013. godine.

A Budapest la solita Serbia

Dusan Mandic

La Serbia non cambia. O meglio lo fa, ma il minimo necessario. Dejan Savic ha comunicato l’organico con il quale i Delfinidifenderanno ai Mondiali di Budapest il titolo di campioni del mondo conquistato nel 2015 a Kazan. I 13 giocatori che centrarono l’impresa in Russia furono gli stessi a vincere l’oro agli Europei di Belgrado e alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.
Viktor Rasovic ha vinto l'ultima World League di Ruza con la Serbia
Viktor Rasovic ha vinto l’ultima World League di Ruza con la Serbia
Dopo il trionfo in Brasile arrivò l’addio alla Nazionale di Slobodan Nikic e del capitano Zivko Gocic: la loro assenza è l’unica vera novità nella Serbia che vedremo a Budapest. Da agosto ad oggi, Savic ha sfruttato World League e amichevoli per testare un gran numero di giocatori, alcuni dei quali molto giovani, ma alla fine ha scelto l’usato sicuro. Nikic e Gocic saranno sostituiti rispettivamente dall’ex Brescia Nemanja Ubovic e dall’attaccante del Barceloneta Viktor Rasovic, entrambi già in formazione a Ruza, nell’ultima Super Final di World League vinta in finale contro il Settebello. Nikola Jaksic, già campione di tutto a soli 20 anni, ha invece vinto il ballottaggio con il neo-difensore della Bpm Sport Management Radomir Drasovic, che Savic gli aveva preferito a Ruza, riprendendosi il posto che aveva avuto a Kazan, Belgrado e Rio.
Con il rientro dall’infortunio di Dusan Mandic (nella foto in alto), che Savic spera di avere al top all’inizio dei Mondiali, il 17 luglio, è scivolato fuori dai 13 anche l’ex Posillipo Gavril Subotic. Ma in questo momento entrare nella formazione dei Delfini è davvero un’impresa. Filip Filipovic, che ha raccolto i gradi di capitano di Gocic, Andrija Prlainovic, Dusko Pijetlovic, Milan Aleksic, Stefan Mitrovic, Sava Randjelovic: la batteria di campioni a disposizione di Savic è davvero straordinaria e l’età media, tutto sommato, non è poi così alta, fermandosi a 27,8 anni. A Budapest i serbi partiranno ancora una volta favoriti.
La Serbia ai Mondiali di Budapest: portieri: Branislav Mitrovic e Gojko Pijetlovic; difensori: Milan Aleksic, Milos Cuk, Nikola Jaksic e Sava Randjelovic; attaccanti: Stefan Mitrovic, Andrija Prlainovic, Viktor Rasovic, Filip Filipovic (mancino) e Dusan Mandic (mancino); centroboa: Dusko Pijetlovic e Nemanja Ubovic. All. Dejan Savic.

Azzurrini, bell’esordio nella Benu Cup

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ITALIA-GRECIA 10-8 (1-1, 4-2, 1-1, 4-4)
Italia: Nicosia, Del Basso, Cannella 3, Spione, Guidi 1, Di Martire, Guerrato 2, Campopiano 2, Maccioni, Manzi, Piombo 2, Novara, Mezzarobba, Moretti. All. Pesci
Grecia: Zerdevas, Skoumpakis 1, Gardikas, Gkiouvetsis 1, Nikolaidis 1, Masmanidis 1, Giannopoulos, Mouratidis, Delagrammatikas, Trolakoudis 3, Tsolakoudis 1, Kapetanakis, Siordilis, Kakris. All. Lorantos
Arbitri: Nemeth (Hun) e  Vogel (Hun)
Note: sup. num. Italia 4/6, Ungheria 3/3
Bell’esordio dell’Italia U20 alla Benu Cup, torneo preparatorio ai prossimi Mondiali di categoria, in programma a Belgrado dal 5 agosto. Gli azzurrini di Pesci hanno sconfitto per 10-8 la Grecia nel match d’esordio, condotto a partire dall’avvio del secondo quarto, quando i gol di Campopiano (nella foto in alto) e Cannella hanno proiettato l’Italia sul 4-2. L’Italia ha incrementato il vantaggio nel terzo quarto (6-3 di Guidi in superiorità numerica), poi s’è difesa dal ritorno del team ellenico: il gol del 10-7 a 1’41’’ dalla fine di Cannella, top scorer del match con 3 reti, ha di fatto chiuso l’incontro. Domani alle 14 il secondo match contro la Russia, domenica si chiude contro i padroni di casa dell’Ungheria.

Risultati, classifica e calendario della Benu Cup
1a giornata 
ITALIA-GRECIA 10-8
UNGHERIA-RUSSIA (ore 20:30)
LA CLASSIFICA: Italia 3, Ungheria 0, Russia 0, Grecia 0.
***

2a giornata
RUSSIA-ITALIA (ore 14)
UNGHERIA-GRECIA (ore 16)
***

3a giornata
UNGHERIA-ITALIA (ore 13:45)
GRECIA-RUSSIA (ore 15:30)

venerdì 7 luglio 2017

Mondiali, ecco l’Ungheria di Marcz


Tamas Marcz ha scelto l’Ungheria che si presenterà ai nastri di partenza dei Mondiali di Budapest. La federazione magiara ha da poco ufficializzato le scelte del c.t., che presenta una formazione rinnovata per soli 3/13 rispetto a quella che il suo predecessore Tibor Benedek alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Più che nel numero di giocatori cambiati, la rivoluzione di Marcz sta nella qualità e nell’esperienza: ai prossimi Mondiali l’Ungheria si presenterà senza Daniel Varga, Gabor Kis e Marton Szivos, tre pezzi da novanta che decisero di lasciare la nazionale subito dopo Rio 2016.
Dopo numerosi collegiali e test, per sostituirli Marcz ha puntato su Miklos Gor-Nagy, difensore comunque da anni nel giro della nazionale magiara (fu campione del mondo a Barcellona 2013), sul centroboa Tamas Mezei, 26enne neo-campione d’Europa con lo Szolnok, e sull’attaccante Bela Torok, gigantesco attaccante 27enne che Marcz ha rilanciato quando era al Vasutas. Al suo posto avrebbe potuto esserci Alex Giorgetti, ma come noto la Fina ha negato il nulla osta per la naturalizzazione sportiva dell’attaccante italo-ungherese.
Quanto al resto della rosa, i punti di forza degli ungheresi saranno rappresentati ancora una volta dal portiere Viktor Nagy, dalla possenza ai due metri di Balazs Harai e dalla qualità sul perimetro delle coppie composte da Denes Varga e Krisztian Manhercz sul lato buono e da Gergo Zalanki e Marton Vamos su quello cattivo.
L’Ungheria ai Mondiali di Budapest: portieri: Viktor Nagy e Attila Decker; difensori: Adam Decker, Miklos Gor-Nagy, Norbert Hosnyanszky; attaccanti: Balazs Erdelyi, Krisztian Manhercz, Bela Torok, Denes Varga, Marton Vamos (mancino), Gergo Zalanki (mancino); centroboa: Balazs Harai, Tamas Mezei. All. Tamas Marcz.

A Budapest un Montenegro rivoluzionato

Aleksa Ukropina

Dopo l’Ungheria, anche il Montenegro svela il 13 per i Mondiali di Budapest. E, rispetto alle ultime Olimpiadi di Rio De Janeiro, concluse al quarto posto dagli Ajkula, le novità sono davvero tante. La formazione scelta dal c.t. Vladimir Gojkovic presenta ben 7 cambi rispetto a quella brasiliana: una rivoluzione dovuta a ragioni anagrafiche e alla decisione di molti big montenegrini di prendersi un anno di riposo dagli impegni della nazionale. A Budapest non ci saranno Leka Ivovic, Vjekoslav Paskovic, Antonio Petrovic, Mladjan Janovic, Predrag Jokic e Zdravko Radic, tutti giocatori che hanno superato già da un po’ la trentina. L’assenza di Filip Klikovac, invece, è dovuta per lo più a ragioni fisiche: l’ormai ex posillipino continua a essere tormentato da problemi alla spalla. Al suo posto, come centroboa accanto a Sasha Misic, ci sarà Nikola Murisic, 25enne comunque da tempo nel giro della nazionale montenegrina.
Darko Brguljan, ex Canottieri, pericolo numero uno del Montenegro
Darko Brguljan, ex Canottieri, pericolo numero uno del Montenegro
Anche il portiere della Bpm Dejan Lazovic (che si giocherà il posto da titolare al monumento Scepanovic, 35 anni, il più anziano in organico) vanta una buona esperienza nella selezione degli Ajkula e volti conosciuti sono pure l’ex Acquachiara Dragan Draskovic e il mancino Aleksa Ukropina (nella foto in alto), ’98 che prese parte già ai Mondiali di Kazan 2015. Le vere novità sono dunque tre: la prima è Marko Petkovic, 28enne attaccante serbo dello Jadran Herceg Novi appena naturalizzato, all’esordio in una competizione ufficiale con il Montenegro. Ci sono poi altre due grandi promesse dello Jadran: il mancino Djuro Radovic, appena 18 anni (è nato nel ’99), e il difensore Bojan Banicevic, 24 anni, uno dei montenegrini più migliorati nelle ultime due stagioni.
Gli ultimi rimasti della scorsa generazione di talenti del Montenegro come Aleksandar Radovic e i cugini Drasko e Darko Brguljan dovranno guidare un gruppo che Gojkovic ha sì ringiovanito, ma non tanto quanto avrebbe potuto: altri talenti come Vladan Spaic, Bogdan Djurdjic e Stefan Vidovic sono rimasti fuori dalla squadra che a Budapest si presenterà con un’età media di 26.9 anni. Montenegro rivoluzionato sì, dunque, ma non aspettatevi una squadra di ragazzini.
Il Montenegro ai Mondiali di Budapest: portieri: Dejan Lazovic e Milos Scepanovic; difensori: Bojan Banićevic, Dragan Draskovic, Uros Cuckovic; attaccanti: Drasko Brguljan, Marko Petkovic, Darko Brguljan, Aleksandar Radovic, Aleksa Ukropina (mancino), Djuro Radovic (mancino); centroboa: Sasha Misic, Nikola Murisic. All. Vladimir Gojkovic
 

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