lunedì 10 aprile 2017

Stefano Luongo: “Georgia, perché no?”

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Stefano Luongo
Finora ha segnato 55 gol in campionato, è fuori (almeno per ora) dal giro del Settebello e vanta una buona esperienza internazionale. Logico, dunque, che Stefano Luongo possa rientrare nel mirino della Georgia, nazionale che, grazie all’agevole regolamento Fina sulle naturalizzazioni sportive, ha già ingaggiato in passato frotte di atleti slavi per elevare la qualità del suo roster. Il c.t. montenegrino dei georgiani Jovan Popovic ha detto chiaro e tondo che vuole Luongo e Fabio Baraldi per puntare alla qualificazione a Tokyo 2020. L’attaccante della Bpm Sport Management ci conferma che sta facendo più di un pensierino al cambio di nazionalità sportiva.
“Stiamo studiando le carte – ci racconta – Gianni Averaimo (dirigente della Bpm, ndr) mi sta aiutando a capire quali potrebbero essere le conseguenze nel campionato italiano se giocassi con la Georgia. C’è la possibilità che debba figurare come straniero e a quel punto credo che dovrei rinunciare. La Bpm resta la priorità”.
Ma questo cambio di nazionalità ti interessa?
Sì, mi piacerebbe giocare con la Georgia a livello internazionale. Marko Jelaca (croato naturalizzato georgiano, ndr) mi parla spesso della squadra e dell’organizzazione: lui si trova bene, c’è grande entusiasmo e voglia di emergere.
Sulla facilità delle naturalizzazioni si fa spesso polemica.
Non credo siano giustificate. Non sono a favore o contro i cambi di nazionalità, dico solo che c’è un regolamento internazionale sull’argomento e se lo si rispetta non ci sono problemi. E poi penso che da italiani sarebbe da ipocriti: il Settebello ha naturalizzato giocatori come Perez, Figlioli e Bodegas, il prossimo potrebbe essere Echenique. Giocatori che ci hanno aiutato a ottenere risultati importanti.
A proposito di risultati, mercoledì il Ferencvaros ha vinto l’Euro Cup. Brucia ancora l’eliminazione ai rigori con l’Oradea in semifinale?
Assolutamente sì, nello spogliatoio cerchiamo di parlarne il meno possibile, ma soprattutto dopo la finale di andata, che gli ungheresi hanno dominato in Romania, è stato impossibile non farlo. Ci siamo chiesti: e se ci fossimo stati noi? Meritavamo di passare, di andare in finale, ma gli episodi fanno la differenza in quel genere di partite. Anche quella, però, va considerata come una tappa di passaggio, specie per una società così giovane come la Sport Management. Avremmo voluto affrontare il Ferencvaros, logico, ma essere arrivati in semifinale è comunque un buon risultato: è stata un’esperienza importante, che ha anche permesso alla società di rendere di acquisire credibilità sul piano internazionale.
In campionato, invece, tutto secondo i piani. L’attacco, in particolare, gira a meraviglia: tu, Petkovic e Mirarchi avete messo insieme qualcosa come 153 gol in tre. 
Le basi per una Bpm spettacolare, che segnasse tanti gol, c’erano. In squadra ci sono tanti giocatori dal grande talento offensivo e il pressing altissimo che ha impostato Baldineti ha di sicuro agevolato noi attaccanti e me in particolare, essendo per lo più un contropiedista. In difesa dobbiamo migliorare ancora tanto, specie in vista di questo finale di campionato.
Quattro partite di regular season, poi la Final Six a Torino: si inizia domani con la Pro Recco che arriva a Busto Arsizio. 
È una gara che non conta per la classifica, ma per tutto il resto sì. Se pareggi o riesci addirittura a battere il Recco non puoi che caricarti a mille. E poi noi a Busto non abbiamo mai perso quest’anno e ci teniamo a conservare questa imbattibilità. Inoltre vogliamo riscattare la brutta figura dell’andata (13-2 per i liguri, ndr): arrivammo a Genova stanchi e deconcentrati. Insomma ci sono tanti fattori che mettiamo in gioco domani.
Guardando alla Final Six, potrebbe ripetersi la sfida con il Brescia, privo però di Valerio Rizzo.
Siamo sinceri, l’assenza di Rizzo sicuramente ci aiuta. Valerio è un grandissimo giocatore, il loro attaccante di punta e contro di noi ha fatto spesso la differenza: nell’ultimo confronto ha spaccato la partita con 4 gol. Mi dispiace che non ci sarà: se vincessimo, l’avremmo fatto contro un Brescia non al meglio. Per noi sarà un vantaggio, ma avrei preferito che fosse della partita.

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