martedì 20 giugno 2017

Campagna: “Roster da 11, sconfitta della Fina”

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“Una sconfitta della Fina”. Così Sandro Campagna commenta la riduzione dei roster da 13 a 11 giocatori inserita dal CIO nel programma olimpico di Tokyo 2020. Un espediente che ha ridotto il numero totale di pallanuotisti ai Giochi, pur aumentando il numero di team femminili da 8 a 10. Campagna ne parla alla Gazzetta dello Sport, nell’intervista realizzata da Franco Carrella a Ruza, dove oggi il Settebello esordirà nella Super Final di World League, contro gli Stati Uniti.
Per Campagna, i roster da 11 sono “una sconfitta della Fina. In ogni caso mi auguro che questo valga soltanto per l’Olimpiade. Schierare meno giocatori, dunque avere meno cambi, in uno sport di contatto come il nostro è rischioso. Ci sono maggiori possibilità di infortuni, i giocatori perdono lucidità, i ritmi si fanno più lenti, aumenta l’aggressività. E col limite dei tre falli gravi, assisteremo a tante espulsioni definitive”.
Campagna boccia anche le altre nuove regole. “Non mi ritengo un conservatore, ma queste operazioni di “cosmesi” non servono, anzi sono dannose. Andrebbero piuttosto modificati i criteri di arbitraggio, oggi si lascia troppo all’interpretazione. Faccio un esempio: ai miei tempi, quando parlavamo di pressing, marcavamo l’avversario a un metro di distanza, mentre ora si mettono le mani addosso. Ecco, certe cose andrebbero codificate”.
La Gazzetta riporta anche dopo le tante critiche ricevute, la Fina potrebbe prendersi una “pausa di riflessione”: invece che al Congresso di Budapest del 13 luglio, la discussione sulle nuove regole potrebbe tenersi ad ottobre, in un congresso dedicato esclusivamente alla pallanuoto.

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