domenica 25 giugno 2017

World League Super Finale 2017 - Ruza (RUS)

Peccato Settebello: oro alla Serbia



ITALIA-SERBIA 9-10  (4-1, 0-2, 2-5, 3-2)
Italia: Del Lungo, F. Di Fulvio 3, N. Gitto 1, Figlioli 3, Mirarchi, Velotto, Nora, Gallo 1, Renzuto, Bodegas 1, Aicardi, Bertoli, Volarevic. All. Campagna
Serbia: B. Mitrovic, Subotic 2, V. Rasovic, Randjelovic, M. Cuk, D. Pijetlovic 3, Ubovic, Aleksic, Drasovic, F. Filipovic 1, Prlainovic 1 (rig.), S. Mitrovic 3, G. Pijetlovic. All. Savic
Arbitri: Buch (Esp) e Alexandrescu (Rou)
Note: sup. num. Italia 6/12, Serbia 7/9. Rigori: Serbia 1/1
La maledizione del Settebello in World League continua. Come nel 2011, gli azzurri vengono battuti in finale dalla Serbia e mancano ancora una volta l’appuntamento con l’unico oro che manca alla bacheca della pallanuoto maschile italiana, dovendosi accontentare del terzo argento dopo quelli del 2003 e del 2011. Stavolta, però, il team di Campagna c’è andato davvero vicino, pur non giocando una gara perfetta, quella che normalmente servirebbe per piegare un avversario come la Serbia. D’altra parte siamo in fase di preparazione per i Mondiali e nessun team, Settebello compreso, può ancora considerarsi al top. Il 10-9 finale regala ai serbi la 5a World League consecutiva, l’11a su 16 edizioni, e lascia l’amaro in bocca all’Italia, arrivata a giocarsela fino all’ultimo secondo contro i campioni olimpici. E protagonista di una partenza strabiliante, che l’ha proiettata sul 4-0 dopo 7’: da quel momento il Settebello s’è allontanato e avvicinato più volte all’oro, senza mai mollare. Per raggiungerlo, forse, avrebbe dovuto dare qualcosa in più in difesa: il 7/9 in inferiorità è un dato che pesa, specie se si pensa che 5 dei gol serbi in superiorità sono arrivati dai pali. Alla vigilia Campagna sperava di capire quanto il Settebello disti da Serbia e Croazia: la gara di oggi di sicuro gli ha fornito delle indicazioni utili (clicca qui per il commento post-gara del c.t.).
Dopo i primi 7’ serve qualche pizzicotto per capire che la partita degli azzurri non è sognata, ma reale. Il Settebello difende con grande abilità sui centroboa serbi, raddoppiando con ordine, e l’aggressività sugli esterni e in inferiorità numerica (0/2) impedisce a Filipovic e compagni di prendere tiri comodi. In avanti, l’Italia è spietata. Di Fulvio dalla distanza, poi Figlioli e Gitto (dimenticato dai Delfini) in superiorità (2/2), infine Bodegas che con coraggio (o incoscienza) sceglie di non difendere su un alzo e tiro di Filipovic per involarsi in controfuga uno contro zero. Mirarchi stoppa, Brane Mitrovic esce dai pali e l’italo-francese segna in palomba il 4-0 ai campioni olimpici: incredibile. Le urla di Savic nel time out che segue svegliano la Serbia, che si sblocca all’8’ in superiorità con il tiro dal piano di sopra di Stefan Mitrovic. Nel secondo quarto i Delfini rientrano in gara, anche perché l’Italia commette l’errore di dimenticarsi per due volte Dusko Pijetlovic davanti a Del Lungo: il centroboa segna il 4-2, poi guadagna il rigore che Prlainovic trasforma nel 4-3 con cui si arriva al 16’. A differenza della semifinale di ieri contro la Croazia, stavolta il Settebello impiega tempo per reagire agli errori e quasi rischia di soccombere. L’Italia fallisce 5 superiorità di fila, proprio mentre la Serbia, con Gojko Pijetlovic per Brane Mitrovic tra i pali – cambia marcia con l’uomo in più. Subotic segna il 4-4 in superiorità (e sono 3/3 di fila per i Delfini), poi viene perso in transizione dagli azzurri e può firmare comodamente anche il sorpasso. Figlioli, su uomo in più, sblocca l’Italia dopo 13’, ma la Serbia ha ormai preso in mano l’inerzia della gara.
In movimento dal palo Stefan Mitrovic detta legge – ma quanta libertà per lui -, sua la doppietta da altezza siderale che porta gli slavi sul 7-5. Di Fulvio accorcia, Filipovic ribadisce dalla distanza: 8-6 a 8’ dalla fine. L’intervallo restituisce lucidità agli azzurri, che in avvio di ultimo quarto infilano un terrificante parziale di 3-0: lo apre un superlativo Di Fulvio con una spettacolare controfuga, poi sono le bordate di Gallo e Figlioli, in superiorità, a costruire il 9-8 per l’Italia. Il Settebello c’è, ma nel finale, purtroppo, riemergono le difficoltà in inferiorità numerica: Pijetlovic segna due gol in fotocopia uscendo dal palo (6/6 dei serbi con l’uomo in più dal 9′ al 32′) e regala alla Serbia l’oro. La squadra di Savic è ancora la più forte: vedremo tra qualche settimana, ai Mondiali di Budapest.


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